• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Venti di guerra mentre Israele e Stati Uniti vanno al voto Iran nel mirino

In questi giorni si è andati molto oltre le parole nello scontro per la vita e per la morte fra Iran e Israele, e questo avviene proprio negli ultimi giorni prima delle elezioni in Israele, che si terranno martedì. L’esercito è in allarme rosso, la preoccupazione che il voto possa essere scombinato viene ripetuta in tv, e c’è chi ritiene questa possibilità un vantaggio e chi invece un guaio per Netanyahu. Ma la storia vera è il rischio di una guerra finale e quindi molto dura dietro l’angolo. Le elezioni possono esserne la miccia rovente.

di Fiamma Nirenstein | 22 Ottobre 2026

In questi giorni si è andati molto oltre le parole nello scontro per la vita e per la morte fra Iran e Israele, e questo avviene proprio negli ultimi giorni prima delle elezioni in Israele, che si terranno martedì. L’esercito è in allarme rosso, la preoccupazione che il voto possa essere scombinato viene ripetuta in tv, e c’è chi ritiene questa possibilità un vantaggio e chi invece un guaio per Netanyahu. Ma la storia vera è il rischio di una guerra finale e quindi molto dura dietro l’angolo. Le elezioni possono esserne la miccia rovente. Le ultime notizie raccontano dalle colonne del Financial Times di uno stop da parte del presidente Trump alle intenzioni di Netanyahu: il primo ministro israeliano avrebbe deciso di attaccare, contro la ricostruzione in velocità delle strutture nucleari e del riarmo di Hezbollah e dei soliti proxy, e tutto sarebbe stato pronto già per il passato fine settimana. Accanto a questo scoop anche la rivelazione giornalistica che Israele avrebbe compiuto esercitazioni aeree nei cieli della Siria e dell’Iraq, sulla strada per Teheran.

Che cosa ci consente di capire la realtà dietro gli scoop? Trump ha dichiarato più volte che non intende riaprire lo scenario bellico fino alle elezioni di midterm, il mese prossimo; la sua posizione può essere certo stata determinante sulle intenzioni di Netanyahu, e può darsi che la riaffermazione da parte di Trump dell’alleanza con Israele nel supporto a Bibi marchi un’intenzione rimandata e comune ai due leader, come del resto Trump ha ricordato. E comunque Israele ha molte più possibilità di concludere felicemente un intervento in Iran, distruggendo le strutture di arricchimento che Netanyahu ha appena affermato che l’Iran sta rinnovando, se lo fa con gli USA. Dunque Trump ha rinnovato la promessa di alleanza, sembra, nel suo segnale di endorsement basato proprio sul reciproco sostegno contro il nemico comune, l’Iran.

Ambedue le parti sono oggettivamente interessate a vedere il regime iraniano alzare le braccia, e solo insieme lo possono fare. I toni sono molto duri, Teheran dichiara che non accetterà mai di spostare all’estero parte del suo uranio arricchito. Ebrahim Azizi, capo della commissione per la sicurezza del parlamento di Teheran, ha detto “siamo pronti a sradicare del tutto il male (cioè Israele, ndr) a fronte della vostra più minuscola mossa”. E questo mentre il ministro della Difesa Pete Hegseth sedeva con Netanyahu in una visita misteriosa di un’ora e mezza, faccia a faccia, di cui si sa solo che l’argomento era l’Iran. Netanyahu all’università Tel Hai di Kiriat Shmone vicino al bordo libanese ha di nuovo dichiarato che a fronte della determinazione del regime terrorista iraniano di ricostruire la minaccia atomica e l’asse del male con Hezbollah e Hamas, non c’è che cercare di distruggere il regime.

E Rubio intanto accusava Teheran di metodi “nazisti” perché prende di mira navi civili a Hormuz. Non sono solo parole: pesanti accordi, preparazioni oscure muovono il capo della sicurezza iraniana Mohsen Rezai a incontrare il capo dell’esercito pakistano Asim Munir, mentre i contatti con Putin si sono intensificati, sia Israele che gli USA hanno elezioni da superare, ma l’Iran non ne ha in vista ed è libero di arroventare le sue punte contro Israele e il mondo intero. È significativo che Netanyahu, fedele alla sua scelta, denunci ogni giorno le manovre iraniane. Gli altri candidati non si sentono. I prossimi giorni diranno la verità.

Fiamma Nirenstein

https://www.fiammanirenstein.com/articoli/venti-di-guerra-mentre-israele-e-stati-uniti-vanno-al-voto-iran-nel-mirino-6732.htm

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni a Gerusalemme, dove è stata inviata prima per “La Stampa” e poi per “il Giornale” su cui continua a scrivere. Oggi è deputata al Parlamento italiano e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Presso Rizzoli ha pubblicato L’abbandono, Islam: la guerra e la speranza.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ettore Coen su Israele, l’Iran e il rogo della nostra ipocrisia
  • Luca Bagatin su Trump tratta, Putin incassa: l’America volta le spalle all’Europa
  • Marinella Fiume su La rabbia dei giovani e le vetrine infrante: cosa c’è davvero dietro?
  • Luca Bagatin su l’Egoismo intelligente
  • Giorgio Pizzol su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luca Bagatin su Il disagio giovanile italiano ed europeo
  • Luca Bagatin su Ucraina: il tradimento di Trump mette a nudo le contraddizioni politiche italiane
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti