
Il nuovo giornalino di Gianburrasca, scritto in russo, tradotto in italiano, ci spiega che al Cremlino vive un grande stratega che ha già conquistato i cieli dell’Ucraina. Il vecchio giornalino sosteneva invece che l’Ucraina non poteva difendersi dalla Russia perché priva di difese naturali. La Russia avrebbe mandato i suoi soldati attraverso il Donbass ed il gioco era fatto. Solo che è accaduto l’imprevisto! La Russia ha mandato un milione di soldati e un milione sono morti e adesso fatica a trovarne un altro milione. Non sono tutti scemi i russi.
Come non accorgersi allora, che il vero obiettivo del geniale stratega Putin, fosse il cielo, non il suolo? L’Ucraina priva dei missili Patriot è spacciata. Tanto è veritiero il nuovo giornalino di Gianburrasca che solo il 15 ottobre scorso, l’Ucraina priva dei missili patriot, ha impiegato i missili a lungo raggio Neptun per attaccare la base di Borisoglebsk, più di trecento chilometri da Kharkiv distruggendo o danneggiando, sei caccia russi Su-34M, del valore di centinaia di milioni di dollari, belli tranquilli poggiati sulla pista. A Borisoglebsk lo stampano il nuovo giornalino di Gianburrasca ed i piloti ci avevano letto di avere il dominio dei cieli.
Sia il vecchio che il nuovo giornalino di Giamburrasca sono divertentissimi. Sono giornali per bimbi felici anche sotto la dittatura, anzi di più e quindi gli argomenti scelti conseguono appositamente da tanta felicità. Semmai la domanda è, come i grandi possano prenderlo sul serio. Cambiati completamente gli scenari tra le due edizioni, restano le costanti. Putin ha vinto la guerra prima ancora di iniziarla, perché l’Europa era necessariamente già sconfitta. Non ha applaudito il signore del Cremlino dal primo momento. Non manca di sofisticatezza, perché Giamburrasca, si sa, è il bimbo più intelligente di tutti. Non ha perso Trump. Ha perso Biden e sin da quando armata la contro offensiva ucraina del 2023 la Russia la spazzò via. Purtroppo se uno chiude il giornalino ed apre un giornale qualunque di allora, vede che il Congresso statunitense interruppe le forniture all’Ucraina proprio al momento della controffensiva, per riprenderle subito dopo il voto con un muovo presidente. Singolare coincidenza. Le difficoltà di rapporti fra Zelenski e Trump, ripercorrono lo stesso schema avvenuto fra Zelensky e Biden e in occasione di un appuntamento elettorale ancora più importante, come le presidenziali. Il giornalismo di Gianburrasca ha questo difetto, ideato in un Paese dove le elezioni le vince da vent’anni la stessa persona, per quanto meravigliosa essa sia, ci si stupisce che altrove possano vincere candidati contrapposti. I candidati contrapposti in Russia vengono ammazzati prima che si candidano alle elezioni.
Sia nella vecchia che nella nuova edizione del giornalino, la conclusione resta la stessa. La Russia ha vinto, anche perché se mai non vincesse, usa l’atomica contro l’Ucraina. Questo si che è un finale con il botto, anche se non si comprende il motivo per cui avendo vinto, si parli di nuclearizzare lo sconfitto. Il mondo dei fumetti non si fa perdere niente. Perché nella realtà vera, quando esplose un solo reattore di una centrale nucleare a Cernobyl, la prima ad essere minacciata da radiazioni con la Polonia, fu la Regione di Mosca, salvata dalle piogge di stagione. Per quanto Gianburrasca faccia sempre ridere, le atomiche, la Russia farebbe meglio a puntarle sulla Cina. Per sicurezza di tutti i suoi bimbi.
Riccardo Bruno
Direttore politico de “La Voce Repubblicana”

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