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Afghanistan, cinque anni di governo talebano: una valutazione

A cinque anni dal ritorno al potere dei talebani, questo dossier individua cinque tendenze principali. In primo luogo, l’Emirato islamico rimane stabile nonostante le tensioni interne e un panorama geopolitico in continua evoluzione. In secondo luogo, i talebani stanno rafforzando il loro controllo sulla popolazione attraverso la forza e l’istruzione. In terzo luogo, il regime viene gradualmente normalizzato nonostante la sua situazione in materia di diritti umani. In quarto luogo, l’Afghanistan rimane intrappolato in un circolo vizioso di crisi umanitaria ed economica.

di Istituto Ispi | 22 Agosto 2026

di Giuliano Battiston*

A cinque anni dal ritorno al potere dei talebani, questo dossier individua cinque tendenze principali. In primo luogo, l’Emirato islamico rimane  stabile nonostante le tensioni interne  e un panorama geopolitico in continua evoluzione. In secondo luogo, i talebani stanno rafforzando il loro controllo sulla popolazione attraverso  la forza e l’istruzione.  In terzo luogo,  il regime viene gradualmente normalizzato  nonostante la sua situazione in materia di diritti umani. In quarto luogo, l’Afghanistan rimane intrappolato in un circolo vizioso di crisi umanitaria ed economica. Infine, la crisi multidimensionale del Paese non può essere attribuita esclusivamente all’attuale regime, ma riflette anche  le politiche punitive euro-atlantiche  che hanno ulteriormente emarginato gli afghani più vulnerabili. Nel loro insieme, queste tendenze rivelano un Paese stretto tra un regime sempre più radicato,  un impegno internazionale incoerente e un aggravamento delle vulnerabilità strutturali.

Come è cambiato l’Afghanistan dopo cinque anni di governo talebano? Qual è il costo della graduale normalizzazione del regime? E quali politiche possono rispondere al meglio ai bisogni e ai diritti della popolazione afghana?

CommentoAsia, Medio Oriente e Nord Africa

Cinque anni di governo talebano: cinque tendenze principali

di Giuliano Battiston | 12 agosto 2026

A cinque anni dal ritorno al potere dei talebani e dalla restaurazione dell’Emirato islamico dell’Afghanistan, si possono individuare cinque tendenze principali.

CommentoAsia, Medio Oriente e Nord Africa

La geopolitica dell’Emirato

di Antonio Giustozzi | 12 agosto 2026

I talebani hanno consolidato il potere in patria e mantenuto buoni rapporti in un mutato scenario regionale, ma il conflitto con il Pakistan rappresenta un ostacolo determinante al riconoscimento e alla legittimità diplomatica.

CommentoAsia, Medio Oriente e Nord Africa

La peggiore crisi al mondo per i diritti delle donne richiede solidarietà e azione.

di Shaharzad Akbar | 12 agosto 2026

Le donne afghane subiscono il più grave attacco ai loro diritti al mondo. Mentre i talebani istituzionalizzano l’apartheid di genere, i governi devono dare priorità all’accertamento delle responsabilità rispetto alla normalizzazione diplomatica.

CommentoMedio Oriente e Nord Africa

“I talebani continuano a consolidare il loro sistema”

di Giuliano Battiston | 12 agosto 2026

Intervista a Richard Bennett, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Afghanistan.

CommentoAsia, Europa e governance globale

L’UE e i talebani: le deportazioni hanno la precedenza sui diritti umani.

di Thomas Ruttig | 12 agosto 2026

Dietro la retorica dell'”impegno tecnico”, l’UE sta ampliando la cooperazione con i talebani per consentire le deportazioni, mettendo alla prova la credibilità dei suoi impegni in materia di diritti umani.

CommentoMigrazioni e demografia in Asia, Medio Oriente e Nord Africa.

Ritorno all’incertezza: i rimpatriati afghani dall’Iran e dal Pakistan

di Jelena Bjelica | 12 agosto 2026

Mentre Pakistan e Iran espellono milioni di afghani, il rimpatrio è diventato meno una soluzione duratura e più l’inizio di un nuovo ciclo di sfollamento, povertà e incertezza in un paese impreparato ad accoglierli.

CommentoMedio Oriente e Nord Africa, Russia, Caucaso e Asia centrale

Afghanistan: Doppio rischio

di Antonio Donini e Norah Niland | 12 agosto 2026

Gli afghani sono stretti tra la repressione dei talebani e le politiche punitive internazionali. Entrambe aggravano la povertà, minano i diritti e fanno pagare a milioni di persone il prezzo di decisioni politiche che sfuggono al loro controllo.

Giuliano Battiston

*Istituto Ispi

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Istituto Ispi

Istituto per gli studi di politica internazionale. L’attività dell’Ispi venne avviata ufficialmente il 27 marzo 1934 da un gruppo di giovani studiosi dell’Università di Milano e di Pavia che, anche in considerazione della forte presenza internazionale che caratterizzava il nostro paese in quegli anni, si proponevano di dotare l’Italia fascista di un centro di studio focalizzato sulla politica estera, ispirandosi al modello del Royal Institute of International Affairs di Londra e della Foreign Policy Association di New York.
ll rilancio dell’Istituto nel terzo millenio è stato completato dall’Ambasciatore Boris Biancheri (Presidente dal 1997 al 2011) dall’Ambasciatore Giancarlo Aragona (dal 2012 al giugno 2016) ed ha visto una ripresa e ampliamento di tutte le attività dell’Istituto, dalla convegnistica – con le conferenze internazionale quali ad esempio MED Dialogues, i fori di dialogo bilaterali con alcuni paesi di importanza strategica quali ad esempio Francia e Germania – alle iniziative per le imprese – con la conferenza scenari che si tiene all’inizio di ogni anno, i lunch talk e brief ad hoc – alle pubblicazioni diffuse sempre di più in modalità digitale alle attività della ISPI School che, oltre al tradizionale Master in preparazione al concorso per la carriera diplomatica, ha ampliato la propria offerta proponendo il Master in International Cooperation e corsi più brevi (Winter e Summer School) per avvicinarsi al mondo delle relazioni internazionali e della geopolitica.

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