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Durante la pandemia il governo Conte sospese, in ritardo, il traffico aereo con la Cina triplicato con la via della seta, senza accorgersi che i cinesi entravano in Italia privi di controlli dai paesi europei che già li avevano accolti. Poi ci si racconta dei capolavoro preventivo compiuto dal governo Conte. Disgraziatamente, il governo Meloni non è così diverso dal secondo Conte. L’onorevole Meloni ha mobilitato mezza Europa per una crisi migranti che non esiste, dal momento che l’assalto a Ceuta è stato indotto dalla controversia politica fra Spagna e Marocco.

di Riccardo Bruno | 3 Agosto 2026

Durante la pandemia il governo Conte sospese, in ritardo, il traffico aereo con la Cina triplicato con la via della seta, senza accorgersi che i cinesi entravano in Italia privi di controlli dai paesi europei che già li avevano accolti. Poi ci si racconta dei capolavoro preventivo compiuto dal governo Conte. Disgraziatamente, il governo Meloni non è così diverso dal secondo Conte. L’onorevole Meloni ha mobilitato mezza Europa per una crisi migranti che non esiste, dal momento che l’assalto a Ceuta è stato indotto dalla controversia politica fra Spagna e Marocco. Soprattutto, essendo Ceuta sul Rif africano, non c’è nessuna possibilità che un migrante arrivato a Ceuta superi Gibilterra. Già muoiono a nuoto a decine per superare il confine di boe galleggianti. Figurarsi attraversare il Mediterraneo.

Ovviamente la Spagna ha un modello di contrasto all’immigrazione molto più efficiente di quello italiano, perché riesce a bloccare i migranti dei paesi sub sahariani in Mauritania pagando il governo locale e ha i principali centri di accoglienza alle Canarie. I migranti che riescono a sbarcare sulla penisola continentale sono quelli sudamericani, più che gli africani e comunque quasi nessuno di questi ha interesse di arrivare in Italia. Più i primi che i secondi, nel caso. Ma l’onorevole Meloni è riuscita a montare un caso eccezionale, principalmente sull’ignoranza, cosa ne sa il governo danese di come funziona il controllo dell’immigrazione in Spagna, poi sulla paura, giusto che ci sia, di venir spazzati via dalle popolazioni più numerose e più povere del sud del mondo. Tutto questo senza rinunciare all’occasione di rilanciare il suo fallimentare modello albanese, che appunto non serve a niente, perché i migranti vanno bloccati dove arrivano, non dove devono essere trasportati. I Cpr, l’Italia e l’Europa dovrebbe farli in Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, appunto.

Il capolavoro del governo italiano è stata la sospensione di Schengen, che come anche gli asini sanno, non riguarda Ceuta per la sua collocazione geografica. Un atto gratuito ad effetto in cui l’onorevole Meloni si è specializzata. L’importante era distrarre rapidamente l’opinione pubblica dal disastro in Val di Susa, dove migliaia di cittadini europei sono arrivati per devastare i cantieri Tav, e il ministero degli Interni nemmeno se ne era accorto. E come sono arrivati hanno inflitto una sconfitta clamorosa alle forze dell’ordine che erano impreparate e se ne sono andati soddisfatti, sicuri di poter tornare quando vogliono. L’Italia si è dimostrata una barzelletta praticando due arresti. Anche in questo, caso l’onorevole Meloni si è superata. Ha chiesto ai magistrati, appena contestati per la sentenza Roggero, di fare il loro dovere. Eppure è il governo che non ha fatto il suo, non riuscendo a mettere quella zona in sicurezza e ancora la lascia esposta. Il senatore Gasparri accusa le opposizioni di essere fiancheggiatrici dei violenti. Può darsi abbia ragione. Solo che bisogna chiedersi cosa è un governo incapace di prendere un provvedimento che sia uno e pure ha fatto decreti persino contro i ravparty. Si muove guerra allo Stato e resta con le mani in mano.

In questi quattro anni l’onorevole Meloni si è dimostrata abilissima a schivare i colpi a ribaltarli, a fingere che i tonfi fossero successi, a piangere i tanti errori altrui commessi. Inevitabile nascesse un fenomeno come Vannacci che significa semplicemente che nemmeno il suo elettorato la prende più sul serio.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Primo piano

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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