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Anziana rapinata e scaraventata a terra in metrò: «Milano deve tornare a proteggere i cittadini»

Un’anziana aggredita, scaraventata a terra e rapinata della collana in una stazione della metropolitana. Le immagini della violenta aggressione, diffuse nelle ultime ore, riaccendono il dibattito sulla sicurezza nel capoluogo lombardo e sulle condizioni di crescente insicurezza percepite da molti cittadini, soprattutto dalle persone più fragili.

di Luca Rampazzo | 24 Luglio 2026

Un’anziana aggredita, scaraventata a terra e rapinata della collana in una stazione della metropolitana. Le immagini della violenta aggressione, diffuse nelle ultime ore, riaccendono il dibattito sulla sicurezza nel capoluogo lombardo e sulle condizioni di crescente insicurezza percepite da molti cittadini, soprattutto dalle persone più fragili.

«Le immagini dell’anziana rapinata e scaraventata a terra per strapparle una collana sono l’ennesima testimonianza di una Milano che sta perdendo il controllo della sicurezza», dichiara Deborah Dell’Acqua, Vice Coordinatore di Fratelli d’Italia Milano Città.

Secondo Dell’Acqua, episodi di questo genere non possono essere considerati semplici fatti di cronaca. «Non possiamo abituarci a vedere persone fragili aggredite con una violenza sempre maggiore. Ogni episodio di questo tipo lascia ferite che vanno ben oltre quelle fisiche: c’è la paura, il senso di insicurezza, la rinuncia a vivere liberamente la propria città.»

L’esponente di Fratelli d’Italia richiama l’attenzione sulla necessità di garantire maggiore tutela a chi utilizza quotidianamente i mezzi pubblici e vive gli spazi cittadini. «È inaccettabile che anziani, donne e cittadini perbene debbano uscire di casa guardandosi continuamente alle spalle mentre i delinquenti agiscono con sempre maggiore sfacciataggine, anche sui mezzi pubblici e in pieno giorno.»

Per Dell’Acqua il tema della sicurezza rappresenta una priorità assoluta per l’amministrazione cittadina. «La sicurezza è il presupposto di ogni altro diritto. Senza sicurezza non esiste libertà, non esiste qualità della vita e non esiste una città davvero civile.»

Da qui l’appello a un cambio di passo nelle politiche per il contrasto alla criminalità e alla microcriminalità. «Milano deve tornare a essere una città dove chi rispetta le regole si sente protetto e chi delinque sa che verrà perseguito con fermezza. Non possiamo rassegnarci all’idea che la violenza sia diventata normalità», conclude.

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Editoriale

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    24 Luglio 2026 alle 13:29

    Eppure basterebbe un uso intelligente delle tecnologie e pene certe e severe contro chi compie atti contro la persona, in particolare le persone più deboli.
    I diritti umani delle vittime vengono, in questo Paese, ancora una volta vilipesi.
    Esistono Paesi seri e civili in cui c’è la sorveglianza pubblica per chi commette certo tipo di reati. Il carcere duro e non solo.
    Qui da noi…si straparla di inesistenti nemici esterni. Ma non si fa nulla per quelli, evidenti, interni.

    Rispondi

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