
Il congresso annuale del partito di destra radicale Alternativa per la Germania (AfD) si è aperto sabato a Erfurt in un clima di fortissima tensione. Migliaia di manifestanti si sono radunati per protestare contro l’ascesa del movimento, tentando anche di bloccare le strade di accesso alla conferenza.
Nonostante i disagi e alcuni scontri tra le forze dell’ordine e i collettivi antifascisti – documentati da diversi video rimbalzati sui social network – i lavori del congresso sono comunque iniziati con puntualità.
La reazione dei vertici del partito è stata immediata e provocatoria. Durante il suo discorso di apertura, la co-leader nazionale di AfD, Alice Weidel, si è rivolta direttamente alla piazza: “Ai facinorosi che sono alla porta dico che non ci abbatterete. Anzi, diventeremo solo più forti e più grandi”.
Dall’altra parte della barricata, gli organizzatori della protesta hanno rivendicato il successo della mobilitazione. Il gruppo anti-AfD Widersetzen ha dichiarato che sono state circa 17.000 le persone scese in piazza. In una nota diffusa su Instagram, gli attivisti hanno definito le manifestazioni come una “formidabile controffensiva per difendere la giustizia sociale“, lanciando un duro attacco alla dirigenza del partito: “Oggi sotto i riflettori ci siamo noi. Chi si nasconde in sale con pareti di vetro sono i fascisti dell’AfD”.
Il congresso si svolge in un momento cruciale per il panorama politico tedesco. Forte del 20% dei voti ottenuto alle ultime elezioni federali, AfD è attualmente il partito più popolare in Germania secondo i sondaggi, e si presenta come il grande favorito per i due importanti appuntamenti elettorali di settembre nella Germania orientale.
Tuttavia, a questo boom di consensi fa da contraltare un profondo isolamento politico. In patria, tutti gli altri schieramenti – compresi i conservatori guidati da Friedrich Merz – continuano a mantenere un rigido “muro di protezione” istituzionale per impedire all’AfD di entrare a far parte di qualsiasi governo. Una distanza che si è allungata anche oltre i confini nazionali: persino storici alleati europei, come i francesi del Rassemblement National, hanno interrotto i rapporti con il partito tedesco, giudicando le sue posizioni ormai decisamente troppo estremiste.
Marco Tabili

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