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Nuovo scisma conservatore nella Chiesa

Il 1° luglio, in Svizzera, la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha consacrato quattro vescovi senza mandato pontificio, ignorando l’appello di Leone XIV. Il giorno dopo il Dicastero per la dottrina della fede ha dichiarato lo scisma della Fraternità e la scomunica dei presuli, estendendo le conseguenze anche ai fedeli. L’appello di Leone XIV, “Tornate sui vostri passi”, indirizzato al superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, don Davide Pagliarani, era datato 29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo. Due giorni dopo, il 1° luglio, nel seminario di Écône, in Svizzera, mons. Alfonso de Galarreta, assistito da mons. Bernard Fellay, ha consacrato quattro nuovi vescovi senza mandato pontificio.

di Salvatore Rondello | 3 Luglio 2026

Il 1° luglio, in Svizzera, la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha consacrato quattro vescovi senza mandato pontificio, ignorando l’appello di Leone XIV. Il giorno dopo il Dicastero per la dottrina della fede ha dichiarato lo scisma della Fraternità e la scomunica dei presuli, estendendo le conseguenze anche ai fedeli.

L’appello di Leone XIV, “Tornate sui vostri passi”, indirizzato al superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, don Davide Pagliarani, era datato 29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo. Due giorni dopo, il 1° luglio, nel seminario di Écône, in Svizzera, mons. Alfonso de Galarreta, assistito da mons. Bernard Fellay, ha consacrato quattro nuovi vescovi senza mandato pontificio.
Il 2 luglio il Dicastero per la dottrina della fede ha preso atto della rottura: una nota esplicativa e un decreto dichiarano lo scisma della Fraternità e la scomunica dei presuli coinvolti. A trentotto anni esatti dal motu proprio “Ecclesia Dei adflicta”, la storia di Lefebvre si ripete.
La consacrazione dei quattro nuovi vescovi che aderiscono alla Fraternità sacerdotale S. Pio X costituisce, come l’ha definita Leone XIV nella sua lettera al superiore della fraternità, padre Pagliarani, “un atto scismatico”, cioè un delitto che il codice di diritto canonico considera delitto contro l’unità della Chiesa e punisce con la scomunica latae sententiae, nella quale si incorre per il fatto stesso di avere commesso tale delitto, vale a dire senza che ci sia un processo previo (ferendae sententiae).

Il Dicastero per la Dottrina della Fede in un decreto ha reso noto che: “Nonostante le ammonizioni rivolte al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, il Vescovo Alfonso de Galarreta, avendo compiuto un atto di natura scismatica  mediante la consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice, è incorso ipso facto nelle pene previste dal can. 1387 e dal can. 1364 1 CIC 2021”.
Inoltre nel decreto apostolico si legge: “Dichiaro dunque a tutti gli effetti giuridici che sia il suddetto Vescovo Alfonso de Galarreta sia Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier sono incorsi ipso facto nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica. Dichiaro inoltre che il Vescovo Bernard Fellay, avendo partecipato direttamente alla celebrazione liturgica come conconsacrante, avendo così aderito pubblicamente all’atto scismatico, è incorso nella scomunica latae sententiae prevista dal can. 1364 1 CIC 2021. Si ammoniscono i chierici e i fedeli laici a non aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, perché incorrerebbero ipso facto nella pena della scomunica latae sententiae. Per quanto concerne i fedeli laici, sono da ritenersi scismatici e scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X”.

Inoltre, nella nota esplicativa del Dicastero per la Dottrina della Fede si sottolinea che “i sacramenti amministrati illecitamente, penitenza e matrimonio sono invalidi”. Nella nota viene anche esplicato: “Dai tempi di San Paolo VI fino agli ultimi colloqui, svoltisi recentemente presso questo Dicastero, i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento iniziato da monsignor Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati vani. Tale situazione si è ulteriormente aggravata a causa delle recenti consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio, contro la volontà del Santo Padre, in aperta violazione del diritto canonico. Pertanto, questo Dicastero, nel fedele esercizio delle funzioni a esso affidate, ritiene necessario rilevare che tale atto ha configurato il delitto di scisma, con le conseguenze canoniche per i ministri sacri e per i fedeli laici coinvolti. Infatti, come già dichiarato nel 1988, ‘tale disobbedienza’, che porta con sé un rifiuto pratico del Primato romano, costituisce un atto scismatico”.

La nota cita anche l’enciclica  Ecclesia Dei di Giovanni Paolo II.
Il dissenso affonda le radici nel Concilio Vaticano II, di cui Lefebvre contestò alcuni sviluppi. Al centro delle riserve ci sono la dichiarazione sulla libertà religiosa, l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, la collegialità episcopale e, soprattutto, la riforma liturgica: i lefebvriani considerano la messa tridentina in latino, con il sacerdote rivolto all’altare, l’unica espressione autentica del culto e non riconoscono come equivalente il messale rinnovato da Paolo VI nel 1969. Su questo si innesta il principio dello “stato di necessità”: secondo Lefebvre la crisi postconciliare autorizzava misure eccezionali per salvaguardare il sacerdozio e la liturgia tradizionale, rendendo leciti atti altrimenti proibiti, a partire dalle ordinazioni senza mandato. È la stessa logica invocata ieri per le consacrazioni di Écône. La Fraternità, del resto, respinge l’accusa di scisma: professa devozione al Papa, prega per lui durante la messa e rivendica la fedeltà alla dottrina cattolica. Per la Santa Sede, al contrario, il Concilio appartiene al magistero della Chiesa e non è un’opzione interpretativa, mentre ordinare vescovi contro la volontà del Papa colpisce il cuore della comunione: l’autorità del Successore di Pietro nella scelta dei pastori.

La rottura arriva al termine di un lungo avvicinamento. Dopo la scomunica del 1988, Benedetto XVI aveva revocato nel 2009 le censure ai quattro vescovi ordinati da Lefebvre, e Papa Francesco aveva concesso ai sacerdoti della Fraternità la facoltà di confessare validamente e, a determinate condizioni, di assistere ai matrimoni.
Nella lettera del 29 giugno Leone XIV aveva riconosciuto “l’attaccamento alla vita liturgica” di molte comunità legate alla Fraternità, oltre settecento sacerdoti e centinaia di migliaia di fedeli nel mondo, chiedendo di desistere “con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza”. Il giorno seguente Pagliarani aveva replicato domandando tempo e negando ogni intento scismatico. Le due lettere condividono un’immagine, quella della tunica di Cristo: il superiore generale rivendica di voler “ricucire la tunica di Cristo”, il Papa ammonisce che “lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità”. Sulla stessa immagine, Roma e la Fraternità leggono ora la realtà in modo opposto.

All’interno della Chiesa Cattolica restano aperte le diversità sul pensiero religioso e controverse conflittualità.
Tuttavia, oggi più che mai, il cammino della Chiesa va fatto assieme all’umanità nel percorso intrapreso da Giovanni XXIII con il Concilio Vaticano II che non è formalismo, ma sostanza. Nella lungimiranza di Papa Roncalli, la spiritualità e la libertà di professare la propria religione sono elementi fondamentali per il rispetto umano e la Pace nel Mondo.

Salvatore Rondello

Nuovo scisma conservatore nella Chiesa
Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Salvatore Rondello

Salvatore Rondello è nato a Trapani il 11 luglio 1954. Dal 1982 vive e lavora a Roma.
Dopo aver conseguito la maturità con il massimo dei voti, ha proseguito gli studi in economia e commercio presso l’Università degli Studi di Venezia “Ca’ Foscari”.
Studioso di problematiche sociali, economiche e politiche con particolare attenzione alle tematiche del credito, del welfare e del mercato del lavoro, ha organizzato diversi convegni ai quali sono intervenuti importanti personalità del mondo accademico, politico e sindacale.
Opinionista, consulente artistico e poeta, ha coordinato diversi dibattiti culturali tra i quali sono annoverati diverse presentazioni di nuove pubblicazioni librarie.
Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati in diverse riviste e quotidiani. Da settembre 2016 collabora con la Redazione del quotidiano “Avanti on line”.
Nel febbraio 2015 pubblica per Aletti Editore la raccolta di poesie “Vagazioni” classificata finalista nella II edizione del Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”.
Si è sempre battuto socialmente per la tutela del patrimonio artistico e naturale, per la diffusione della cultura, per la difesa Resistenza dei diritti umani e dei valori della Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

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