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Un’intesa confusa e dannosa per l’Occidente

Difficile indovinare se siamo a un passo dalla firma con l’Iran . Comunque un accordo sembra poco auspicabile, poco conveniente, irto di bugie. Furioso come ormai lo vediamo sovente Trump ha detto che quello che l’Iran ha spifferato sul draft raggiunto per la firma, è invenzione di gentaglia che sparge fake news.  Prologo molesto. Non c’è peggior interlocutore di quello cui non si crede. Ma come, non era noto a Trump l’obbligo della taqiyya, la bugia che l’Islam esige per battere il nemico (versetto 3:28 e 16:106)? Dunque sul draft  sappiamo tre cose certe, oltre alla confusione di Hormuz: soldi, arma atomica, Hezbollah, nente di concordato.Trump si muove molto in fretta perché ha bisogno di mettere in moto i sessanta giorni di perfezionamento su Hormuz, uranio, forse Libano, così da arrivare senza affanno eccessivo, dopo il Mondiale, il compleanno, il 250esimo, alle terrificanti elezioni di mid term.

di Fiamma Nirenstein | 13 Giugno 2026

Difficile indovinare se siamo a un passo dalla firma con l’Iran . Comunque un accordo sembra poco auspicabile, poco conveniente, irto di bugie. Furioso come ormai lo vediamo sovente Trump ha detto che quello che l’Iran ha spifferato sul draft raggiunto per la firma, è invenzione di gentaglia che sparge fake news.  Prologo molesto. Non c’è peggior interlocutore di quello cui non si crede. Ma come, non era noto a Trump l’obbligo della taqiyya, la bugia che l’Islam esige per battere il nemico (versetto 3:28 e 16:106)? Dunque sul draft  sappiamo tre cose certe, oltre alla confusione di Hormuz: soldi, arma atomica, Hezbollah, nente di concordato.Trump si muove molto in fretta perché ha bisogno di mettere in moto i sessanta giorni di perfezionamento su Hormuz, uranio, forse Libano, così da arrivare senza affanno eccessivo, dopo il Mondiale, il compleanno, il 250esimo, alle terrificanti elezioni di mid term.

L’Iran già smentisce ogni accordo se prima non ha prove tangibili, ovvero denaro. Trump sembra dunque un equilibrista su un filo sottile. l’Iran intanto vuole i soldi e sessanta giorni per riportare una parte dei 240 miliardi delle sanzioni che potrebbero trovare la strada dei suoi scaffali di supermercati vuoti, della ricostruzione dei missili balistici, e forse di qualche segreto per risistemare in casa l’uranio arricchito. E delle tasche dei proxy. Israele non ha nessuna convenienza in questo accordo, e degli obblighi: gli è impossibile evitare di difendere la gente disperata a Nord per gli attacchi continui degli Hezbollah, che sostengono di aver ucciso un soldato anche ieri. Netanyahu con l’Iran, ha una posizione forte che non sta usando ma di cui è ben consapevole:  ha condotto una guerra di dodici giorni, una guerra di diciassette ore da cui è stato fermato da Trump.

Cinque volte, senza un graffio, gli F35 sono volati per 1500 km dove mai si sognavano di colpire. Ma il nemico che lo vuole morto è ancora là, Trump lo ha salvato, e ora assicura lo smantellamento dell’atomica. Ma come? Trump che lo promette, ha sostenuto Israele sulla lunga strada dal 7 di ottobre, quella in cui se aspetti un altro minuto sei morto, and if you want to shoot shoot, don’t talk. Per Israele e un po’ più lentamente accade a tutto il mondo occidentale, questo è il nodo da affrontare. L’Iran è il primo aggressore, e ce ne sono altri che devono tarpare ora, subito, le loro ambizioni. Trump pensa di poter gestire la situazione con la convenienza e la deterrenza, ma l’Iran è il re della trattativa, il padrone dello shuk. Trump dice che la pace si farà e che l’Iran sarò privato dell’arma atomica: l’Iran non ci pensa nemmeno. Bibi  dice a Trump:“siamo d’accordo”, ma una differenza li divide: Netanyahu è un uomo del Medio Oriente, sa che in questo quartiere offrire la pace per convivere, non funziona: la minaccia atomica iraniana deve cessare, e con essa quella quotidiana dei suoi armigeri, gli Hezbollah. Anche gli USA, anche l’Europa ne avrebbero un guadagno strategico sconfinato, lo sfondo mondiale autoritario che sostiene l’Iran ne avrebbe un duro colpo, e gioirebbe finalmente il popolo iraniano e quello libanese, schiavi.

Fiamma Nirenstein

https://www.fiammanirenstein.com/articoli/un-intesa-confusa-e-dannosa-per-l-occidente-6656.htm

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni a Gerusalemme, dove è stata inviata prima per “La Stampa” e poi per “il Giornale” su cui continua a scrivere. Oggi è deputata al Parlamento italiano e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Presso Rizzoli ha pubblicato L’abbandono, Islam: la guerra e la speranza.

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