• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Iran e Ucraina: due guerre in una

Donald Trump prende tempo. Il presidente americano ha rinviato al 6 aprile l’ultimatum all’Iran, sospendendo per altri dieci giorni gli attacchi contro le infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica perché – sostiene – i negoziati “stanno andando molto bene”. Il tycoon ha fatto il suo annuncio al termine di una delle giornate peggiori per la borsa statunitense, dichiarando che la proroga era stata richiesta dal governo iraniano, che tuttavia continua a negare qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti. Dietro la pausa, però, non c’è una vera de-escalation: le posizioni tra Washington e Teheran restano distanti e il conflitto continua a produrre effetti ben oltre il Medio Oriente.

di Alessia De Luca | 28 Marzo 2026

Donald Trump prende tempo. Il presidente americano ha rinviato al 6 aprile l’ultimatum all’Iran, sospendendo per altri dieci giorni gli attacchi contro le infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica perché – sostiene – i negoziati “stanno andando molto bene”. Il tycoon ha fatto il suo annuncio al termine di una delle giornate peggiori per la borsa statunitense, dichiarando che la proroga era stata richiesta dal governo iraniano, che tuttavia continua a negare qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti. Dietro la pausa, però, non c’è una vera de-escalation: le posizioni tra Washington e Teheran restano distanti e il conflitto continua a produrre effetti ben oltre il Medio Oriente. Ieri, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di “fornire informazioni di intelligence all’Iran per prolungare il conflitto in Medio Oriente” e alimentare l’instabilità globale. È questo un punto cruciale: oltre a sconvolgere le economie di tutto il mondo, la guerra nel Golfo si riflette sempre più sul fronte ucraino, ridisegnando priorità militari e flussi di armamenti.

L’escalation è solo rinviata?

Il rinvio dell’ultimatum da parte di Trump non coincide necessariamente con un cambio di linea. Da un lato Washington mantiene aperto il canale negoziale; dall’altro continua a preparare una possibile invasione di terra. Secondo il sito di notizie Axios, il Pentagono starebbe preparando diverse opzioni per un possibile “colpo finale” contro il regime, tra cui una vasta campagna di bombardamenti e potenziali operazioni di terra contro siti nucleari iraniani e le isole di Kharg, snodo cruciale per il transito di petrolio nello stretto di Hormuz, Larak e Abu Musa, situate vicino all’ingresso occidentale dello stretto e controllate dall’Iran, ma rivendicate anche dagli Emirati Arabi Uniti. L’esercito statunitense avrebbe anche predisposto piani per operazioni nell’entroterra iraniano finalizzate a mettere in sicurezza l’uranio arricchito sepolto all’interno degli impianti nucleari. In questa chiave, la pausa concessa a Teheran servirebbe a guadagnare tempo e a testare il perseguimento di una via diplomatica, senza rinunciare alla pressione militare. Non a caso, lo stesso Trump ha ribadito di non sentirsi vincolato a un accordo e di essere pronto a “finire il lavoro” se i negoziati fallissero.

Kiev teme di uscire dai radar?

È a questo punto che la guerra in Iran rischia di innescare un pericoloso cortocircuito. Secondo il Washington Post, il Pentagono sta valutando la possibilità di dirottare verso il Medio Oriente armi destinate all’Ucraina, poiché la guerra in Iran – dove il Comando Centrale degli Stati Uniti ha colpito più di 9mila obiettivi in ​​poco meno di quattro settimane – sta riducendo le scorte di alcune delle munizioni più importanti per l’esercito statunitense, tra cui missili intercettori per la difesa aerea. E mentre l’attenzione di Washington si concentra sempre più sul Golfo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky teme che Kiev venga progressivamente “oscurata” dalla crisi mediorientale. Una congiuntura particolarmente sfavorevole, considerato che con l’arrivo della primavera e il miglioramento delle condizioni meteorologiche, si prevede che il Cremlino lancerà nuove offensive in Ucraina, aumentando ulteriormente la pressione su Kiev. Da qui la mossa di rafforzare i legami con i Paesi della regione, offrendo tecnologia militare – in particolare droni – in cambio di sistemi di difesa aerea. Oggi, da Riad, Zelensky ha annunciato la firma di un importante accordo con la monarchia saudita nella cooperazione in materia di difesa. “Ormai da cinque anni, gli ucraini combattono contro gli stessi attacchi terroristici con missili balistici e droni che il regime iraniano sta attualmente conducendo in Medio Oriente e nella regione del Golfo – ha detto Zelensky – E l’Arabia Saudita possiede ciò che interessa all’Ucraina. Questa cooperazione può essere reciprocamente vantaggiosa”.

Putin chiede sostegno?

Dall’altra parte del fronte, Mosca osserva. E mentre in Europa cresce il timore di un rafforzamento dell’asse Russia-Iran con possibili forniture di droni avanzati a Teheran, la riorganizzazione delle priorità di Washington rappresenta un’opportunità per il Cremlino. Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, Putin avrebbe chiesto agli oligarchi di contribuire a sostenere economicamente l’invasione dell’Ucraina. Le dichiarazioni rilasciate dal presidente russo a un folto gruppo di importanti uomini d’affari hanno chiarito la sua intenzione di proseguire la guerra fino alla conquista delle restanti aree del Donbass orientale non ancora sotto il controllo russo. Il rapporto personale che Putin ha instaurato con gli oligarchi russi rende pressoché inconcepibile un loro rifiuto e, secondo fonti bene informate, almeno due degli imprenditori presenti avrebbero già stanziato importanti somme di denaro per finanziare il bilancio. Più a lungo si protraggono, più i due conflitti rischiano così di intrecciarsi e influenzarsi a vicenda: ciò che accade nello Stretto di Hormuz incide sulla tenuta del fronte ucraino, mentre Mosca prova a sfruttare ogni margine a proprio vantaggio nella stessa partita su due tavoli diversi.

Il commento

Di Eleonora Tafuro Ambrosetti, Osservatorio Russia, Caucaso e Asia Centrale ISPI

“L’offuscamento della guerra in Ucraina da parte del conflitto in Iran è un déjà-vu per Zelensky: già dopo ottobre 2023, quando Hamas aveva sferrato il suo attacco terroristico, riaccendendo il conflitto in Palestina, il presidente ucraino si era ritrovato a implorare i leader europei e americani di non distogliere lo sguardo da ciò che stava accadendo nel suo Paese. Anche oggi, la distrazione, sia in termini di attenzione sia di dirottamento delle risorse destinate all’Ucraina, è una realtà fortemente penalizzante per Kiev. La Russia, d’altro canto, è percepita come vincitrice, anche grazie all’aumento dei prezzi globali del petrolio e alla parziale sospensione delle sanzioni sul suo greggio. Ma i benefici di breve periodo non devono nascondere una realtà economica sempre più gravosa anche per Mosca, come d’altronde suggerirebbe la richiesta di sostegno finanziario di Putin agli oligarchi”.

Alessia De Luca

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Alessia De Luca

Journalist, Advisor for Online Publications, Responsabile ISPI Daily Focus
Relazioni Translatantiche. Alessia de Luca is a professional Journalist and an expert of US politics, in charge of the daily newsletter ISPI Daily Focus and of the Focus USA2024. She has served as Middle East and Northern Africa correspondent from 2005 to 2009. Previously at Skytg24, she also contributed for RAI and Radio Vaticana. Her works were published among others by La Stampa, Lifegate, Nigrizia, Avvenire and EastWest.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti