
Il quartiere fiorentino di Novoli, oggi parte del Quartiere 5 di Firenze, la Firenze Nuova, prende il nome, in latino, dall’omonimo luogo Nuovo medioevale, descritto dal Repetti, nel suo Dizionario dei luoghi della Toscana, luogo Novus che vi sorgeva già nel 1200. Tra i luoghi più suggestivi e meno noti e da valorizzare il Giardino della Bizzarria che tuttora offre il nome a una via a Novoli, una traversa di via Torre degli Agli e di cui rimane traccia nell’attuale Giardino che meriterebbe di essere aperto al pubblico, ex Orto Botanico della famiglia nobile Panciatichi, della Caserma del Genio infrastrutture detta Villa Carobbi che nasce come Giardino Botanico e di rarità botaniche fra cui la Pianta della Bizzarria, un incrocio singolare e unico fra un limone, un cedro, un arancio nata nel 1600 a Novoli e oggi tuttora esistente: ritrovata dal direttore del Giardino Mediceo di Villa Castello fu ripiantata nel secondo ‘900 da Novoli nel Giardino di Boboli e nell’Orto Botanico di Firenze. La pianta risale agli esperimenti botanici del giardiniere di Ferdinando Panciatichi nel 1644. Una Natura Viva nel tempo celebrato dalle Nature Morte di Caravaggio : la pianta arrivava a produrre sullo stesso ramo frutti di diversa forma, in forma di cedro, di limone e di arancia amara.
Il Redi in una lettera al GranDuca del 1655 descrive la pianta bizzarra di Novoli con un frutto di bizzarria, fatto di tre frutti l’uno nell’altro: esternamente un limone, con dentro un arancio che include un mini cedro. Un successivo marchese Ferdinando Panciatichi nel 1800 creò il palazzo capolavoro del Castello di Sammezzano.
A Novoli nel 1473 fu rettore ecclesiastico Marsilo Ficino, filosofo umanista celebre nel 1400: le chiese di San Cristofano e Santa Maria e San Donato testimoniano la storia medioevale di Nuovole o Novoli. Vi sorgeva la Torre degli Agli, casata fiorentina medioevale la cui Via e Palagio erano nel centro storico di Firenze con la Loggia degli Agli. La torre fu poi dei Gianfigliazzi dal 1605, famiglia di magnati che avevano il loro palazzo tuttora esistente a Via Tornabuoni angolo lungarno e poi passò ai Panciatichi, storica casata dei Signori di Pistoia, committenti del Bronzino che la trasformano in pieno 1600 in una villa decorata a grottesche da Bernardino Poccetti, pittore cinquecentista detto Delle Grottesche, la villa decorata negli androni è costruita in stile manierista, aggiungendo gli obelischi decorativi sulla facciata esterna. All’epoca la villa sorgeva in un contesto di aperta campagna, mentre ora è inglobata nel borgo del distretto urbanistico della via di Novoli. Nel cortile introduttivo della Villa si trova una fontana a Vasca Tonda, copia, forse seicentesca, del Putto con Delfino del Verrocchio, il cui originale, citato dal 1495, fu commissionato da Piero de Medici nel 1470, secondo lo storico dell’arte John Pope Hennessy, per la fontana dell’Amore della Villa Medicea di Careggi presso la quale si riuniva, in estate, nel Rinascimento, l’Accademia dei Neoplatonici,
fu poi spostato da Cosimo I de Medici a Palazzo Vecchio, nel cortile di Michelozzo e ora si trova nella loggia di Giunone del Palazzo Vecchio. La villa e torre Agli Panciatichi, il nome originale che tuttora dovrebbe recare, oggi divenuta demanio statale della Caserma del Genio Infrastrutture Militare, fu nel primo Novecento detta Carobbi, dai proprietari moderni. La villa e torre dispongono di un ampio giardino all’Italiana del primo seicento, post rinascimentale.
Un’epigrafe sulla facciata esterna della villa cita il GranDuca Ferdinando de Medici in occasione delle sue nozze. La via di Novoli nata come via di campagna fu prima nel Comune del Pellegrino e poi, con la zona attuale, divisa nel secondo Ottocento tra Firenze e Sesto Fiorentino. Oggi, appunto come Nuova Firenze, non soltanto sta diventando il centro di un nuovo sviluppo di Firenze, parallelo al centro storico, Patrimonio Universale Unesco ma è anche centro direzionale, con le sedi di Regione Toscana, Tribunale di Firenze, Cassa di Risparmio di Firenze e Polo universitario statale umanistico, già in centro storico. Senza contare l’adiacente aeroporto di Peretola, in via di ampliamento e la tramvia che collega la Stazione centrale e l’Aeroporto, il centro storico a Novoli, la Firenze millenaria alla Firenze Nova.
La nuova Firenze nasce dunque da origini Rinascimentali e seicentesche, al tempo del Barocco Fiorentino, ultima età dell’oro dell’arte antica fiorentina.
Leonardo Dini

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