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Azioni ex Fiat a 9 euro dai 20 di Marchionne

Dalle stelle alle stalle. Le azioni Stellantis a 9 euro, precipitano i titoli ex Fiat dalla vetta dei 20 euro dell’era Marchionne. Più esattamente giunsero a quotare 19,54 euro a metà gennaio del 2018. Invece ora sono scambiate in Borsa a 9 euro e anche meno. La metà rispetto a sette anni fa. Un disastro.
Nel 2018 la ex Fiat si chiama Fca (Fiat Chrysler Automobiles), cioè il nome assunto dopo la fusione progettata e realizzata da Sergio Marchionne nel 2014 con la terza casa d’auto americana. L’amministratore delegato di Fca, salvatore della Fiat e della Chrysler, spiega in un modo semplice il boom del titolo in Borsa in quel lontano gennaio 2018: i rialzi «riflettono il raggiungimento degli obiettivi» che il gruppo si era posto nel 2014. La tragica morte di Marchionne in un ospedale svizzero il 25 luglio 2018 getta nello sconforto tutti. Il primo a subire la botta è John Elkann, azionista di riferimento del colosso automobilistico, nipote di Gianni Agnelli.

di Rodolfo Ruocco | 1 Novembre 2025

Dalle stelle alle stalle. Le azioni Stellantis a 9 euro, precipitano i titoli ex Fiat dalla vetta dei 20 euro dell’era Marchionne. Più esattamente giunsero a quotare 19,54 euro a metà gennaio del 2018. Invece ora sono scambiate in Borsa a 9 euro e anche meno. La metà rispetto a sette anni fa. Un disastro.
Nel 2018 la ex Fiat si chiama Fca (Fiat Chrysler Automobiles), cioè il nome assunto dopo la fusione progettata e realizzata da Sergio Marchionne nel 2014 con la terza casa d’auto americana. L’amministratore delegato di Fca, salvatore della Fiat e della Chrysler, spiega in un modo semplice il boom del titolo in Borsa in quel lontano gennaio 2018: i rialzi «riflettono il raggiungimento degli obiettivi» che il gruppo si era posto nel 2014. La tragica morte di Marchionne in un ospedale svizzero il 25 luglio 2018 getta nello sconforto tutti. Il primo a subire la botta è John Elkann, azionista di riferimento del colosso automobilistico, nipote di Gianni Agnelli.
Adesso la ex Fiat si chiama Stellantis, cioè la denominazione presa dall’aggregazione con il gruppo francese Peugeot-Citroen avvenuto nel 2021. John Elkann, presidente e maggiore azionista sia di Fca sia di Stellantis, non deve essere molto contento dei risultati degli ultimi anni. Il gruppo amministrato da Carlos Tavares succeduto a Marchionne è andato sempre peggio. L’amministratore delegato portoghese di Stellantis per mantenere alti i profitti nei primi anni di fusione taglia gli investimenti e i costi. Alla fine per i pochi nuovi modelli crollano le vendite di macchine in particolare negli Stati Uniti e in Europa, con contraccolpi molto gravi soprattutto nelle fabbriche italiane della multinazionale. Mirafiori, colpita in maniera pesantissima nella produzione e nell’occupazione, parte per prima con degli scioperi di protesta. Scioperano i metalmeccanici dell’intero settore nazionale dell’auto.
Alla fine gli azionisti di Stellantis mettono alla porta Tavares per i troppi errori commessi. Elkann sceglie Antonio Filosa come l’uomo per rilanciare il traballante gruppo e da giugno 2025 il nuovo amministratore delegato si mette all’opera. Fissa la sua sede operativa a Detroit, privilegia il mercato statunitense (il più importante per la multinazionale) ma dice di non voler trascurare gli impianti italiani in forte affanno. I primi risultati positivi si vedono: aumentano le consegne e i ricavi nel terzo trimestre 2025 rispetto all’anno precedente. I mercati però si fidano poco: le azioni Stellantis a 9 euro. Anzi crollano anche sotto questa soglia critica.
C’è ancora molto da fare in particolare in Italia in cui rischiano grosso soprattutto tre impianti: Mirafiori, Cassino e Termoli, mentre Melfi e Pomigliano D’Arco sono messi meglio. Filosa conferma i 2 miliardi di euro d’investimenti negli impianti della Penisola. Assicura: «Non ci sono ridimensionamenti previsti. Ciascun stabilimento in Italia ha una chiara missione produttiva, senza nessuna esclusione». L’arrivo della Fiat 500 ibrida a Mirafiori e della Jeep Compass a Melfi è di buon auspicio. I sindacati però chiedono il rispetto degli impegni, come quello di aumentare la produzione nazionale a un milione di veicoli l’anno. Chiedono che le promesse siano mantenute, non disattese come accaduto in passato.

Rodolfo Ruocco

https://www.sfogliaroma.it/2025/10/31/azioni-ex-fiat-a-9-euro/embed/#?secret=yUZZYRH5zG#?secret=nVthlaFwZ3

Pubblicato in : EditorialeTag: fiat, gianni agnelli, John Elkann, Marchionne, stellantis

Info Rodolfo Ruocco

Rodolfo Ruocco, classe 1954, giornalista professionista. Ha lavorato prima come redattore economico-sindacale e poi come giornalista parlamentare all’”Avanti!”, al “Il Giorno”, al Tg2, a Televideo Rai e a Rainews24. Ora è impegnato nella confezione della pubblicazione digitale “Sfoglia Roma” che ha creato nel 2017 assieme a un collega.

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