
Il cerbero sconvolse gli equilibri planetari, manipolò l’umanità, distrusse le città, ridusse in schiavitù i popoli, rese inutile la libertà, sostituì il desiderio di essere con l’aspirazione ad impadronirsi di tutto quanto fosse stato possibile ed impossibile, creò il deserto dove vi era dissenso, proclamò la sua religione, arruolò dio e proclamò la pace…
Nelle more aggredì chi non si piegava chiamando lo stesso dio a testimone della bontà delle proprie intenzioni.
Violentò pretendendo le scuse, moltiplicò gli armamenti e fece proliferare le guerre definendosi profeta di pace, minò le fondamenta della convivenza civile proponendosi come paladino della libertà, fece professione di machismo e pretese i sorrisi delle donne umiliate al cospetto del mondo.
Seminò morte direttamente o per interposti eserciti, popoli, stati o nazioni e negò stragi, eccidi, morti, pulizie etniche e deportazioni.
Affamò intere popolazioni, oltraggiò inermi e indifesi e negò ogni evidenza.
Incoraggiò violenze, stupri e distruzioni e pretese silenzio.
Distrusse intere città, compì genocidi, ammazzò e deportò annunciando ricostruzioni faraoniche per sé e impose ubbidienza.
Fornì armi a capi-fantocci suoi subalterni e finanziò il terrore per controllarli spingendo i popoli ad azzannarsi reciprocamente e portandoli a giustiziare infedeli e traditori in nome del suo ordine prossimo venturo.
…
Le teste del cerbero riscrissero a loro modo la storia e ne ribaltarono l’andamento.
Alimentarono regimi violenti e guerrafondai e pretesero per sé il nobel per la pace mentre scaricarono sui morti le proprie responsabilità e sui sopravvissuti il peso delle proprie malefatte.
A prezzolati diffusori e creatori di falsità affidarono il compito di negare la realtà e affermare la menzogna in luogo della verità.
Finì che a Gaza, a Mariupol, dentro e fuori i confini degli imperi i morti avevan preso in giro i vivi, i violentati si eran preso gioco degli aguzzini, gli affamati si ingozzavano in segreto, i giornalisti veri si facevano ammazzare per finta, come i bambini, i medici e gli infermieri.
I bombardamenti erano immagini tratte dai video giochi e magari Gaza, Mariupol, stanno lì integre ed in piedi…basta chiudere gli occhi e attendere il tempo necessario per la loro resurrezione.
In Ucraina non vi è stata nessuna invasione, nessuna città è stata bombardata, nessun bambino rapito, nessun crimine compiuto, nessuna minoranza schiacciata.
In Africa va tutto secondo copione.
In Taiwan si attende tranquilli il desiderato epilogo mentre l’Oceano Pacifico nell’estremo sud-est asiatico si prepara a diventare sempre più un mare cinese, così come il Mare Mediterraneo sarà sempre più proprietà esclusiva della triplice diramazione imperiale del Cerbero ed il suo controllo verrà affidato a violenti e sopraffattori che su mandato di quella lo occuperanno e lo trasformeranno nel cimitero dell’umanità migrante.
Il mondo divenne così una questione privata tra le tre teste del cerbero.
Come il destino del pianeta e la stessa colonizzazione dello spazio.
La democrazia non abiterà più in Occidente e le elezioni saranno un residuo della storia e, in quanto tali, destinate a imputridire tra le macerie di essa.
Conteranno gli imperi e gli imperatori, il resto sarà contorno legato alla potenza dei primi ed alla benevolenza dei secondi.
Intanto va in onda la lotteria per il vassallaggio.
Il potere non è più a servizio dei popoli, dell’umanità e degli individui.
Non è finalizzato alla felicità dell’umanità.
Non è frutto del consenso democratico.
Non è soggetto a critica e men che meno a termine, alternanza, cambiamento.
Vale già oggi l’arroganza sfrenata.
Il potere assoluto.
La ricchezza senza vergogna né pudore.
La prepotenza asfissiante.
La pace senz’anima.
L’oro e le monete, le miniere, la terra, il mare ed il cielo apparterranno agli imperatori.
Il cerbero provvederà a mantenere il conformismo universale lobotomizzando i dissenzienti e i refrattari.
La vita eterna ed il potere sempiterno copriranno l’orizzonte del cerbero e le prospettive di magnati, oligarchi e iper capitalisti di stato ad essi devoti.
La cooptazione di familiari, figli e figlie, generi e nuore, mogli e parenti, sudditi fedeli e sciocchi, servitori famelici quanto interessati, sarà la nuova regola.
Essa annullerà anche i rischi connessi alle deprecabili successioni.
Il dio assumerà definitivamente le fattezze dei dittatori ed i sommi sacerdoti da essi nominati benediranno le loro armi ed i loro eserciti e le loro ricchezze cresceranno sino a coprire per intero il pianeta.
E arriverà finalmente, dopo interminabili affanni, rivoluzioni e fallimenti, il miglior mondo possibile.
Nugoli di Pangloss ammaestreranno i loro discepoli e schiere di Candide si convinceranno di vivere nell’ Eldorado.
Le strade saranno lastricate di basolati preziosi e le pietre saranno altrettante pepite d’oro.
Il petrolio scorrerà a fiumi.
L’anidride carbonica stazionerà nell’atmosfera. Le foreste moriranno. I fiumi prosciugheranno.
L’algoritmo regolerà la corsa del pianeta e governerà la vita degli umani e non vi sarà più spazio per lotte e ribellioni.
La tecnologia sarà l’ancella dei dittatori-imperatori e soluzioni sempre più sorprendenti e miracolose scaturiranno dalle sue applicazioni.
Anche le monete torneranno ad avere l’effigie degli imperatori.
E le banche centrali saranno i forzieri del loro personale tesoro.
Il lavoro sarà inesistente e per quanto necessario verrà espletato da androidi che finalmente sogneranno, ad occhi ben aperti, solo pecore elettriche.
Le lotterie e le riffe assicureranno la corsa alla sopravvivenza dei superstiti.
La storia infine, a dispetto dei filosofi, si avviterà su sé stessa e punterà alla deflagrazione finale.
Se i ragazzi e le ragazze, gli uomini e le donne, vecchi e giovani, ricchi e poveri, bianchi, neri, gialli, meticci ed olivastri, a sud ed a nord, ad est e ad ovest lo permetteranno.
Antonio Corvino

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