
Il prossimo 3 settembre, a Pechino, si terranno le celebrazioni dell’80esimo anniversario della vittoria nella Guerra di Resistenza del Popolo Cinese contro l’aggressione giapponese e nella Guerra Mondiale Antifascista.
Nell’occasione, si terrà una grande parata militare alla presenza di 26 capi di Stato e di governo, invitati dal Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping.
Fra i principali invitati, il Presidente russo Vladimir Putin e il leader della Repubblica Popolare Democratica di Corea, Kim Jong Un, i cui Paesi hanno storicamente dato un forte contributo alla lotta antifascista e contro l’aggressione del Giappone militarista.
Saranno presenti i leader di Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan, Bielorussia, Armenia, Azerbaigian, ovvero ex Repubbliche dell’URSS che hanno dato il loro importante contributo nella Grande Guerra Patriottica contro il nazifascismo.
Presenti anche i leader di Paesi amici e fraterni della Repubblica Popolare Cinese, ovvero i Presidenti di Vietnam, Laos, Cuba, Cambogia, Indonesia, Malesia, Myanmar, Maldive, Mongolia, Pakistan, Nepal, Zimbabwe, Repubblica del Congo, Iran, Serbia e Slovacchia. Quest’ultima, guidata dal socialista Robert Fico, peraltro membro dell’Unione Europea e della NATO.
Il Viceministro degli Esteri cinese, Hong Lei, in merito alla Guerra di Resistenza del Popolo Cinese, ha ricordato come questa sia stata la prima vittoria completa nella lotta di liberazione nazionale della Cina e come questa abbia profondamente ispirato i popoli dei Paesi colonizzati di tutto il mondo, al fine di lottare contro l’oppressione e la liberazione dall’imperialismo.
Egli ha sottolineato come l’ascesa dei Paesi del Sud del mondo sia evidente e come questa stia “rimodellando radicalmente il panorama globale”.
Oggi, infatti, il Sud del Mondo rappresenta una nuova forza di speranza e di emancipazione per tutti i popoli oppressi.
Egli ha spiegato come, negli ultimi quarant’anni, la quota del PIL globale dei Paesi del Sud del Mondo sia aumentata dal 24% a oltre il 40% e come questi abbiano contribuito fino all’80% della crescita economica globale.
Ed ha sottolineato come, oltre 80 anni fa, i popoli amanti della pace in tutto il mondo si siano uniti per costituire un ampio fronte antifascista, contro i brutali aggressori e gettare le basi per l’ordine internazionale del dopoguerra.
Hong ha ribadito, pertanto, che la Cina è pronta a collaborare sia con i Paesi del Sud del mondo che con tutti gli altri Paesi, al fine di “promuovere un mondo multipolare più equo e ordinato” e “una globalizzazione economica inclusiva e benefica e contribuire congiuntamente alla giusta causa della pace, dello sviluppo e del progresso nel mondo”.
Luca Bagatin

Credo meriti di essere riconosciuto il ruolo della Cina nel “promuovere un mondo multipolare più equo e ordinato” e “una globalizzazione economica inclusiva e benefica e contribuire congiuntamente alla giusta causa della pace, dello sviluppo e del progresso nel mondo”. Questo indirizzo dovrebbe essere accolto anche dagli Usa e dai Paesi europei perché vantaggioso per tutti e dannoso per nessuno.
condivido.
fra l’altro la Cina, il suo popolo e la sua classe dirigente, è riuscita a imparare dalla sua Storia (fatta di saccheggi e sottomissioni a un Occidente imperialista, oltre che dalle mille divisioni portata al suo interno nel periodo dei Signori della Guerra) e dai suoi errori, realizzando una società sempre più prospera, con una economia aperta ma regolata e con una società moralizzata, ordinata e volta alla stabilità.
gli USA non accettano di avere perduto l’egemonia. anziché cercare la prosperità interna, continuano a saccheggiare il pianeta e a destabilizzarlo. dovrebbero uscire dagli equivoci (invito anche do Bettino Craxi, nel suo “Parigi Hammamet). e così una UE sempre più sconsiderata, servile, marginale e votata a diventare un regime e non la democrazia immaginata da Ernesto Rossi, Altiero Spinelli e Eugenio Colorni.