
Esultava ieri sera Sala alla notizia che era caduta l’accusa di induzione. Forse avrebbe fatto meglio a leggere meglio le carte. Tancredi, infatti, viene arrestato proprio perché, e cito, “non ha agito per interessi personali”: Esiste, dunque, una forma di corruzione a Milano basata non su passaggi di denaro, ma su passaggi di consenso. Giuridicamente ritengo sia una aberrazione, come lo ritenevo per il processo a Brescia contro Carlo Fidanza, come l’ho ritenuto nel caso di Toti e come si rivelerà essere nel caso di Ricci. Il dato politico però è incontrovertibile: non è induzione a dare o promettere utilità. E’ direttamente corruzione.
E se il singolo caso del Pirellino era mal costruito dal principio, ce ne sono decine di altri che, con i cellulari in mano alla Procura, potranno essere costruiti. Questo sta portando ai primi evidenti frutti. Non c’è un solo esponente della società civile che si voglia prendere la sedia di Tancredi. Questa è una sfiducia della società civile a Sala, se mai ve ne fu. Il PD che chiede rassicurazioni sui profili amministrativi del danno erariale per la vendita di San Siro la dice altrettanto lunga, se non di più.
Sta saltando, infatti, l’ultima diga di civiltà per cui è corruzione se ne trai un beneficio economico personale, è finanziamento illecito se c’è un vantaggio economico per il partito, è politica se se ne trae un vantaggio in termini di voti. Sta diventando corruzione costruire una scuola per avere i voti di una frazione. Diventerà corruzione costruire o ristrutturare un ospedale se non si potrà dimostrare che ci sono motivazioni “pubbliche” più forti di avere il mero consenso della gente.
Da liberale e conservatore la ritengo la vetta della perversione. E’ più che giusto che la gente sanzioni politicamente scelte politiche di quel tipo. Ma non deve essere la giustizia a perseguire penalmente. Altrimenti sarà la paralisi. Lo è già, nei fatti. Pensate che a Milano è bloccata pure l’Opera San Francesco, che non riesce a costruire un centro per la salute mentale. Se si bloccano pure le opere pie dei frati la situazione è chiaramente insostenibile.
Occhiuto ha mostrato una via: mi dimetto, il popolo giudicherà. Credo sia una soluzione peggiore persino di quella di Sala, ovvero rimanere senza affrontare il problema. Questa non è una situazione che si possa risolvere a livello locale. Bisogna sfidare le viscere della gente e riformare il reato di corruzione in Parlamento. E finire la riforma della giustizia. Dubito vedremo mai una delle due cose, ma di certo stiamo vivendo le conseguenze dell’inazione. E forse questo farà capire all’opposizione che non è più l’ora delle forche.
Luca Rampazzo

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