• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

CHI DI SPADA FERISCE DI SPADA PERISCE

È particolarmente strano che i grandi fruitori dell’orda barbarica introdotta su commissione estera per spazzare ed uccidere la prima repubblica oggi si trovino su quello stesso banco degli imputati. Sì, perché avendo tuonato populisticamente contro tutto e tutti ed aver iniettato il virus mortale delle democrazie ovvero la cultura del sospetto, oggi sono portati sul banco degli imputati dai loro ex amici. Dopo il sindaco di Milano, Sala, ora tocca all’ex sindaco Matteo Ricci candidato alla Regione Marche a settembre.

di Raffaele Romano | 24 Luglio 2025

È particolarmente strano che i grandi fruitori dell’orda barbarica introdotta su commissione estera per spazzare ed uccidere la prima repubblica oggi si trovino su quello stesso banco degli imputati. Sì, perché avendo tuonato populisticamente contro tutto e tutti ed aver iniettato il virus mortale delle democrazie ovvero la cultura del sospetto, oggi sono portati sul banco degli imputati dai loro ex amici. Dopo il sindaco di Milano, Sala, ora tocca all’ex sindaco Matteo Ricci candidato alla Regione Marche a settembre. Per fortuna Sala ha resistito come avrebbe dovuto fare anche l’assessore indagato. Al loro posto, per ora, si sono piazzati i 5 stelle che urlano come hanno fatto gli ex Pci da 30 anni in qua. Ora tocca a loro e ai garantisti come me si chiede di continuare ad esserlo e a ciò mi piego. Spero mi sia consentito di provare un “particolare piacere” nel vederli cuocere a fuoco lento dai lor ex amici ed alleati. La procura di Milano in primis e poi a seguirla quasi tutte le altre hanno fatto innestare nella mente degli italioti il virus della cultura del sospetto che, in alleanza con i media nostrani, ha spacciato il convincimento come verità empirica per cui la “percezione corruttiva” l’hanno fatta divenire fatto reale. Anni fa, sull’emotiva ed irrazionale onda populista italica fu deciso, dalle procure e dai media, che l’Italia era un Paese totalmente corrotto! Proprio così! E agli scettici come chi vi scrive veniva mostrata la classifica di un’agenzia internazionale in cui ciò risultava. Questa cosa dava forza e vigore agli urlatori e forcaioli nostrani, 5 stelle ed affini in testa, che si distinguono sempre con una loro caratteristica frase: “Metteteli in galera e buttate via le chiavi!” poco tempo fa è stata pubblicato dall’Agenzia internazionale Transparency International la classifica del famoso “Corruption Perceptions Index – CPI”. Nel leggerlo resto basito perché scopro che un’agenzia mondiale si basa non su dati certi ed empirici ma sulla “percezione” di essi. La cosa divertente se non fosse tragica sarebbe che tutti la prendono come una fonte divina ed inappellabile anche qui in Italia dove un Presidente dell’Anac ebbe a dichiarare a tal proposito che “……Dobbiamo guardare a questo dato con l’ottimismo della volontà, necessario a ripartire per guadagnare migliori posizioni in tale classifica. Per fare ciò è necessario – come giustamente raccomanda il rapporto di Transparency International – accrescere il livello di trasparenza sulla spesa pubblica ed in particolare sui contratti pubblici. In questo è assolutamente centrale il ruolo di ANAC…………”. Chiedo: cosa c’entra il dato empirico dei contratti pubblici con la percezione su cui si basa l’Agenzia? Proprio nulla in quanto ci possiamo inventare miracoli di trasparenza ed onestà ma se “percettivamente” rimaniamo il Paese della mafia e della corruzione non scaleremo mai quella bugiarda classifica.

Tre sono i grandi vizi capitali dagli occupanti della penisola: quello legato alla cultura del sospetto che è stata e, purtroppo, ancora è quella miscela esplosiva nata, sviluppatasi e ramificatasi come una vera metastasi in ogni cellula vivente del Paese negli ultimi tre decenni. Essa ha agito come elemento strisciante ed insinuante che ha, ormai, travalicato i fatti per quello che sono, fino ad eliminarne la ragion d’essere, cioè la loro stessa essenza. La cultura dietrologica, sorella minore di quella del sospetto, intravede sempre un’ansa nascosta che, spesso, non esiste e dove vengono riposti i peggiori semi del sospetto e li fa diventare fatti reali. Questo cocktail micidiale ha completamente avvelenato la nostra aria ed ha generato un male endemico di cui non ci si riesce più a liberare: la cultura del giustizialismo. A sua volta essa ha determinato quella forma paranoica e perversa della cosiddetta giustizia emergenziale che impone di adottare provvedimenti legislativi aberranti che attaccano e diminuiscono sempre più i diritti civili, economici e sociali dell’individuo. 

Per potersi sviluppare e crescere tutta questa fenomenologia del terrore ha avuto un esasperato bisogno di quella che è chiamata giustizia mediatica. Infatti, solo con essa si riesce a condannare prima di qualsiasi effettiva sentenza giudiziaria. Il perfetto tritacarne nel quale e dal quale non si salva nessuno, neppure dopo l’assoluzione che interviene, spesso, a lustri di distanza. 

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti