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Trump e il cessate il fuoco: annunci, accuse e smentite 

Il cessate il fuoco tra Israele e Iran annunciato da Trump (e subito violato) reggerà? Le mille incognite di un accordo cruciale per il Medio Oriente, proclamato sui social. Ancora una volta Donald Trump sorprende tutti. Due giorni dopo aver invocato la caduta del regime di Teheran, il presidente ha annunciato un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Iran. “Israele e Iran sono venuti da me, quasi contemporaneamente, e mi hanno detto: pace” ha scritto il presidente su Truth poco prima dell’alba italiana.

di Alessia De Luca | 25 Giugno 2025

Ancora una volta Donald Trump sorprende tutti. Due giorni dopo aver invocato la caduta del regime di Teheran, il presidente ha annunciato un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Iran. “Israele e Iran sono venuti da me, quasi contemporaneamente, e mi hanno detto: pace” ha scritto il presidente su Truth poco prima dell’alba italiana. E ancora in un altro post, Trump ha elogiato “il talento e il coraggio dei nostri grandi piloti di B-2” e di tutti coloro che hanno contribuito con quel “colpo perfetto” ad arrivare all’accordo. Israele e Iran, ha spiegato Trump hanno raggiunto una tregua di dodici ore “in quella che chiameremo la guerra dei dodici giorni” al termine della quale il conflitto “sarà considerato concluso”. Il messaggio del presidente americano si chiude con un “Dio benedica Israele, Dio benedica l’Iran, Dio benedica il Medio Oriente. Dio benedica gli Stati Uniti d’America e Dio benedica il mondo”. Ma nonostante i toni trionfalistici il presidente Usa ha scoperto presto quanto volatili possano rivelarsi i cessate il fuoco in Medio Oriente. Mentre arrivavano notizie di lanci di razzi iraniani e nuove esplosioni a Teheran, ben dopo l’entrata in vigore della sospensione delle ostilità, il presidente ha pubblicato una serie di post sempre più rabbiosi sui social, e rivolto a Israele e Iran un avvertimento con toni accesi e persino parolacce dal prato sud della Casa Bianca, visibilmente frustrato per il protrarsi degli scontri. La sua reputazione di mediatore è infatti in gioco. La scommessa che le bombe americane sui siti nucleari iraniani avrebbero riportato la calma non sembra ancora aver portato i suoi frutti. 

Perché Trump ha imposto il cessate il fuoco? 

Il presidente Trump ha corso un rischio inserendo gli Stati Uniti nel conflitto che sembrava sul punto di travolgere la regione, trascinando gli Usa nel baratro di un’ennesima guerra mediorientale. Ma se il cessate il fuoco dovesse reggere, trasformandosi in una pace, l’azzardo potrebbe svelare un grande successo strategico. Una dinamica simile si era verificata nel gennaio 2020, quando Trump – allora al suo primo mandato – aveva ordinato l’esecuzione mirata del leader delle Guardie Rivoluzionarie Qasem Soleimani a Baghdad. Allora, come ieri – con un attacco ‘telefonato’ per il quale Trump si è detto “grato” contro la base Usa di al Udeid in Qatar – Teheran rispose in modo proporzionato, lasciando intendere di non voler alimentare un’escalation con gli americani, e la crisi si congelò. Anche stavolta Trump ha colto l’occasione per fermare la guerra, affermando di aver parlato con i mediatori del Qatar e con il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu per definire i dettagli del cessate il fuoco. L’annuncio ha riconciliato anche le due anime del partito repubblicano, quella tradizionale – incarnata ad esempio da Nikki Haley, rivale di Trump alle primarie del 2024, e dal suo ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton – che ha elogiato gli attacchi all’Iran, e quella Maga, inizialmente irritata per la svolta verso un cambio di regime, ma sollevata dopo l’annuncio del cessate il fuoco. “Grazie, presidente Trump, per aver perseguito la pace!” ha scritto l’impetuosa deputata della Georgia Marjorie Taylor Greene su X.    

Incognite pesano sulla tregua? 

Tuttavia, se la tregua costituisce un vantaggio politico evidente per Trump, non tutti gli attori in campo potrebbero vederla allo stesso modo: il premier israeliano Benjamin Netanyahu, infatti, sta perseguendo la linea dura, convinto che un Iran indebolito – dopo mesi di combattimenti contro i suoi proxy e l’intervento americano – sia un’occasione perfetta per assestare al regime il colpo di grazia. Dopo aver intensificato i bombardamenti, Tel Aviv ha ribadito che i suoi obiettivi di guerra sono la cancellazione del programma nucleare e il cambio di regime a Teheran. Non c’è dubbio che Israele preferirebbe andare fino in fondo, e non è detto sia pronto ad accontentarsi di aver ridimensionato, ma forse non completamente distrutto, il programma nucleare iraniano. Incognite che pesano come macigni sull’intesa appena annunciata e che in queste ore hanno innescato un vortice di accuse e smentite: poco dopo l’annuncio del cessate il fuoco, le sirene antiaeree hanno suonato nel nord di Israele in risposta a quello che l’esercito israeliano ha definito un lancio di missili iraniani, intercettati dal sistema di difesa Iron Dome. Accuse che l’Iran ha negato, smentendo di aver violato la tregua. “Non sono contento di Israele”, ha detto Trump ai giornalisti. “Non si esce nella prima ora [del cessate il fuoco] e si molla tutto”, ha aggiunto. “Sono davvero scontento” ha detto il presidente mentre lasciava la Casa Bianca per volare al vertice Nato all’Aia. Trump ha poi twittato dall’Air Force One: “Israele non attaccherà l’Iran. Tutti gli aerei torneranno a casa, mentre faranno un saluto amichevole all’Iran. Nessuno sarà ferito, il cessate il fuoco è in vigore!”.  

Un accordo che nessuno conosce? 

È finito il tempo in cui gli accordi internazionali venivano redatti nero su bianco da funzionari e diplomatici esperti: come il recente accordo che ha posto fine ai combattimenti tra Pakistan e India, anche il cessate il fuoco imposto da Trump a Iran e Israele è stato annunciato sui social media. Nessuno, se non le parti in causa ne conoscono i dettagli e le uniche informazioni disponibili provengono da ciò che il presidente americano ha scelto di condividere con i suoi milioni di follower. La descrizione che Trump ha fatto dell’intesa è semplice: entrambe le parti smettono di sparare e la guerra è finita. Ma sappiamo che nelle ore precedenti all’annuncio si sono svolte intense discussioni tra Washington e Gerusalemme e tra il regime iraniano e il governo del Qatar, che ha di fatto svolto il ruolo di mediatore tra Teheran e la Casa Bianca. Il contenuto di queste conversazioni è cruciale, ma, per ora, rimane nascosto all’opinione pubblica. Quali promesse hanno fatto gli americani a Israele e i qatarioti all’Iran? L’Iran ha fatto concessioni relative al suo programma nucleare, o a ciò che ne rimane? Che fine hanno fatto le scorte di uranio arricchito al 60%? Israele ha ricevuto garanzie da Trump sul futuro? Trump ha dichiarato nelle ore successive all’annuncio che il cessate il fuoco sarebbe durato “per sempre” e che Israele e Iran non si sarebbero mai più combattuti. A giudicare da quanto accaduto nelle ore immediatamente successive e finché non si sapranno i dettagli di quanto concordato, ci sono buone ragioni per essere scettici. 

Alessia De Luca

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Alessia De Luca

Journalist, Advisor for Online Publications, Responsabile ISPI Daily Focus
Relazioni Translatantiche. Alessia de Luca is a professional Journalist and an expert of US politics, in charge of the daily newsletter ISPI Daily Focus and of the Focus USA2024. She has served as Middle East and Northern Africa correspondent from 2005 to 2009. Previously at Skytg24, she also contributed for RAI and Radio Vaticana. Her works were published among others by La Stampa, Lifegate, Nigrizia, Avvenire and EastWest.

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