
Devo dire che non sono mai stato un particolare estimatore di Toscani. Ho sempre trovato un pò troppo facili le sue provocazioni. Prive, di per sè, di un reale valore fotografico.
Però ho sempre ammirato la sua maestria tecnica. Questa immagine, ad esempio, non solo è perfetta come composizione. Ma è l’uso delle luci a essere magistrale.
Quando fu realizzata non c’era ancora il digitale e men che meno photoshop. Non si poteva barare, come oggi fanno tutti.
E qui riesce a fare un “bianco su bianco”, una delle imprese più difficili, semplicemente da manuale. Il fondale è illuminato in maniera perfettamente omogenea.
E consente di apprezzare tutte le textures dell’abito della suora senza che nulla vada perduto. Da dietro arriva anche un fascio laterale a indolcirne il profilo. E un altro (da davanti) raggiunge il cappello e la parte alta del vestito del prete, aumentando la tridimensionalità e, al contempo, conferendo un leggero effetto flou.
Insomma, chapeau, tecnica sopraffina. Poi cosa ci lasci nel profondo questa immagine resta da chiederselo. E lì, secondo me, sta la differenza tra un eccellente professionista e un maestro.
Stefano Pillitteri

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