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Il pensiero della tradizione

Il pensiero di Parmenide, interpretato da Martin Heidegger, esplora la comprensione dell’essere e del non essere. Parmenide afferma che “l’essere è e non può non essere”, proponendo un’identità perfetta tra ciò che è e ciò che è possibile. Heidegger critica l’uomo moderno, incapace di comprendere pienamente l’essere, dominato dalla volontà di potenza. La soluzione, secondo Heidegger, risiede nel ritorno alla Tradizione, che preserva la consapevolezza dell’essenza dell’essere.

di Angelo Giubileo | 13 Gennaio 2025
Parmenide (Foto Wikipedia)

Il pensiero di Parmenide sconta ancora oggi l’incomprensione dei molti. Da circa 2.500 anni. Nel secolo scorso, è stato Martin Heidegger il filosofo che ha senz’altro meglio interpretato e, a mio parere, finalmente compreso l’esatto “portato” del pensiero di Parmenide. Si tratta qui del secondo-Heidegger, che perviene, per l’appunto in scia al pensiero di Parmenide, alla conclusione che: “L’uomo sta per lanciarsi su tutta la terra e nella sua atmosfera, sta per impadronirsi da usurpatore del regno segreto della natura – ridotto a ‘forze’ – e per sottoporre il corso della storia ai piani e ai progetti di una dominazione planetaria. Quest’uomo in rivolta non è più in grado di dire semplicemente che cosa è (ist), di dire che cos’è che una cosa è” (Sentieri interrotti, Il detto di Anassimandro). E allora, ritorniamo al nocciolo essenziale del pensiero di Parmenide. Esso può riassumersi in un distico: l’essere è e non può non essere, il non essere non è e non può essere. Ora, molti analisti trascurano l’importanza nel detto di Parmenide delle “delucidazioni” secondo cui l’essere è – e: non può non essere; il non essere non è – e: non può essere. Così che dovremmo dire allora che: Tutto ciò che è (essere) è tutto ciò che è possibile, un’identità perfetta tra ciò che è e ciò che è possibile, tra l’essere e il possibile. Questa forma di rappresentazione, logica ma ancor più tauto-logica, dell’essere non è e non può essere allo stesso modo ri-compresa nell’ambito del pensiero logico “aristotelico”, che invece non segue la via logica tradizionale e pertanto separa l’idea di “potenza” dall’idea di “atto”. Così che, dice Heidegger: “quest’uomo in rivolta non è più in grado di dire semplicemente che cosa è” e “che cos’è che una cosa è”. Anche se lo stesso Aristotele sapeva bene che “il tratto fondamentale dell’esser-presente” è l'”energheia”, termine greco che i romani hanno invece tradotto erroneamente con “actualitas”. Questa metamorfosi, svelata altresì da Ovidio, ha prodotto l’essenza del “capovolgimento” e quindi ciò che Heidegger chiama “oblio dell’essere”. E cioè, nell’ambito del discorso, altresì logico, la pretesa arbitraria (hybris) che l’ente preceda l’essere. Così che, dice sempre Heidegger: “il tutto dell’ente è divenuto l’unico oggetto di un’unica volontà di conquista”. E l’intero discorso è pervaso perché preceduto da un’unica volontà di “potenza” che diventa “atto” e “l’actualitas diverrà realtà attuale e la realtà attuale oggettività”. C’è qualche “salvezza”? No. C’è qualche “rimedio”? Si. Ed è il rimedio della Tradizione. E con-siste (letteralmente: sta insieme) nella consapevolezza che “l’essere è e non è possibile che non sia, il non essere non è e non è possibile che sia”. Almeno fintantoché “l’essere, nella sua stessa essenza, man-tenga l’essenza dell’uomo”..

Angelo Giubileo

Pubblicato in : Blog, MetamorfosiTag: anni, discorso, importanza, natura, secolo scorso

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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