
Nell’editoriale dell’edizione dell’8 novembre, abbiamo trattato della cattiva coscienza delle nazioni del cosiddetto Occidente, che non vogliono risolvere, una volta per tutte, la tragica questione che contrappone palestinesi e israeliani. E’ un conflitto strisciante, che ha avuto inizio nel 1948 (data di fondazione dello stato di Israele) e che non ha mai trovato una soluzione.
Il conflitto fra Israele e il movimento palestinese di Hamas, la guerra fra l’Ucraina e gli invasori russi, non sono i soli scenari bellici del Pianeta. L’istituto svedese Upasala ha censito ben 170 focolai di guerra, sparsi su tutta la crosta terrestre. Se consideriamo che le nazioni presenti sul nostro pianeta sono 206 e che sei nazioni su sette sono in guerra, ci si rende conto della gravità della situazione.
I Paesi che aderiscono all’Onu sono 193; basterebbe un piccolo sforzo da parte di tutte le nazioni che ne fanno parte, per mettere insieme una grande forza di pace in grado di scoraggiare sul nascere ogni tentativo di belligeranza.
Immaginiamo una grande forza di centinaia di migliaia di uomini ben addestrati, con l’obiettivo di bloccare sul nascere la voglia di scatenare una guerra. Una forza dissuasiva sovrastante, capace di bloccare i tentativi di aggredire gli stati confinanti.
La storia recente insegna che mille Caschi blu non possono fare la differenza, ma solo rimanere a guardare. È successo in Jugoslavia, quando Milosevic operava la pulizia etnica. Viceversa, le Nazioni Unite dovrebbero mettere in campo una forza capace di ‘sconsigliare’ ai vari stati e staterelli la ricerca di potere espansionistico.
Cina, India, Usa, Corea del Nord e Russia mettono insieme una forza di 7milioni e 322 mila soldati; se si considerano, tutti gli eserciti dei Paesi che fanno parte dell’Onu, avremmo 15milioni di uomini a disposizione.
Basterebbe che tutte le nazioni che fanno parte dell’Onu, ognuna in proporzione alle forze disponibili, mettessero a disposizione l’uno per cento dei propri uomini, per avere una forza dissuasiva di 150mila soldati pronti a intervenire.
Ma prima di tutto, le nazioni aderenti all’Onu dovrebbero operare una profonda riforma di questa importante assemblea.
Basti pensare che ancor oggi le regole dell’Onu sono dettate dai capi degli Stati vincitori dell’ultimo conflitto mondiale, che possono esercitare il diritto di veto.
Ne fanno parte gli Usa, la Russia, la Cina, la Francia, ma non l’Europa. Tutto questo è assurdo! L’Onu resta un importante organismo, ma senza una riforma radicale ha una funzione pleonastica. Il più delle volte le sue risoluzioni rimangono inapplicate; ne è la prova il rigurgito di guerre in tutto il mondo.
Roberto Fronzuti

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