
I medici di base passano una gran parte del loro tempo a prescrivere esami diagnostici richiesti da colleghi specialisti. Mi spiego meglio: in un gioco di parole, i pazienti ‘spazientiti’, ed evidentemente con poca fiducia nel loro dottore di famiglia, sempre più spesso si fanno visitare a pagamento da medici ritenuti più capaci per poi tornare a farsi prescrivere dal Servizio Sanitario Nazionale farmaci ed esami richiesti dai professionisti privati…gratuitamente! I conti non tornano, nel senso che ci lamentiamo della Sanità Pubblica però partecipiamo al suo ‘sfruttamento’, con l’aggiunta di parlarne anche male.
Ritengo che questa sia una delle molteplici disfunzioni del SSN…forse quella più endemica e radicata nelle persone sin dai tempi della pellicola ‘Il medico della mutua’: film degli anni Sessanta diretto da Luigi Zampa e interpretato da Alberto Sordi. Una commedia all’italiana che già all’epoca ben descriveva la trafila per accedere agli accertamenti diagnostici, in questo caso gratuiti, richiesti presso un laboratorio pubblico per mezzo di una impegnativa del medico di base. No, non va bene! non va bene perché sono esami prescritti da quello stesso specialista ambulatoriale introvabile per mesi…poi ricomparso magicamente dopo qualche ora: privatamente! Un Paese di totem e di furbi che hanno partecipato al costante smantellamento di una Sanità Pubblica la quale, invece, aveva ed ha principi etici e morali di grande spessore sociale. Non abbiamo mai pensato, ad esempio, che riempendo gli armadietti di medicine superflue partecipiamo ad un banchetto inutile, distruttivo e soprattutto deleterio per le casse dello Stato?! Siamo fatti così, noi italiani, ‘prendiamo’ ed allo stesso tempo parliamo male di coloro che ci ‘danno’. Inno di Mameli e parole come Viva l’Italia per la maggior vengono ripetute ipocritamente e senza cuore. Basta guardare le persone negli occhi quando le pronunciano! Un po’ come la Costituzione, la storia del nostro Paese e l’orgoglio di ciò che siamo stati e siamo: la culla della cultura del mondo intero. Tornando al Servizio Sanitario Nazionale se oggi non funziona non è colpa del vicino di casa, ma nostra. Sono stanco di sentire le parole ‘Governo ladro’ oppure è tutto un ‘magna, magna’, perché siamo noi che ‘rubiamo’ e noi che ‘magnamo’. Accidenti, rimbocchiamoci le maniche, ritroviamo il rispetto per noi stessi e per gli altri a cominciare da quella classe medica che per la maggior parte prima ancora del compenso cerca riguardo e considerazione. Basta utilizzare come un tram i medici di base, e se abbiamo necessità di essere curati rivolgiamoci a loro con fiducia; sono e rimarranno gli avamposti della nostra salute. Facciamo in modo che siano loro a prescriverci gli esami, e a loro chiediamo eventualmente a quale specialista rivolgerci, sia esso pubblico o privato. Facciamo in modo, insomma, per il nostro esclusivo interesse, che i conti tornino!
Angelo Santoro

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