
Rimane incerta la fase di ritorno dell’appetito al rischio, con gli investitori che dopo essersi per qualche seduta, posizionati sugli asset più rischiosi, come azionario ma anche titoli di Stato, che offrono prezzi di acquisto interessanti in un contesto di ribasso di rendimenti, hanno tirato il freno a mano, in seguito alle notizie provenienti dal fronte geopolitico, secondo le quali Israele avrebbe ricevuto attacchi da Nord, dal Libano ma anche dalla Cisgiordania, con attacchi ad Haifa e città limitrofe. Torna quindi la tensione su questo primo fronte, che contrasta comunque con le price action di breve dei principali asset, che comunque hanno tenuto sostanzialmente i supporti, specie l’azionario, ancora in leggero rialzo. Sul mercato dei cambi, il dollaro, dopo aver perso qualche posizione, si è stabilizzato rispetto alle valute concorrenti, anche se in giornata era sceso sui primi supporti chiave contro sterlina ed euro. I dati usciti ieri sui prezzi alla produzione, hanno evidenziato ancora, una forte tenuta della congiuntura americana con un aumento dello 0.5% a settembre, inferiore al dato di agosto, ma superiore alle stime che erano per un incremento dello 0.3%. I prezzi dei beni sono saliti dello 0.9%, spinti dall’aumento dei prezzi dei costi dell’energia, e degli alimentari. Ma anche il dato core è salito dello 0.3% superando le previsioni dello 0.2%. Wall Street ha chiuso ancora in rialzo, per il quarto giorno consecutivo, con il Dow Jones sopra dello 0.19%, l’S&P positivo dello 0.43% e il Nasdaq dello 0.71%. L’Asia ha seguito a ruota seguendo l’andamento dei mercati Usa. Di fatto a sostenere i mercati sono stati anche i commenti accomodanti di altri funzionari della Fed, che continuano a parlare di pausa sui tassi di interesse, anche se ribadiscono che l’economia americana resta resiliente. Waller, che fa parte del Consiglio dei Governatori, ha dichiarato che l’economia rimane in forte espansione. Gli indici di rischio evidenziano un aumento del risk on con il Vix a 16 punti, mentre l’indice fear and greed è tornato a 33 non lontano dall’area neutrale.
VERBALI DELLA FED.
Ieri sera sono usciti i verbali della Fed, da cui si evince che i responsabili di politica monetaria hanno deciso di procedere con cautela nel determinare l’entità di un eventuale ulteriore inasprimento. Ma il board vuole aspettare che la crescita sia sotto al trend insieme ad un mercato del lavoro più debole. L’inflazione poi, rimane ancora in accettabilmente elevata ed è necessario attendere una conferma della discesa strutturale dei prezzi prima di confermare la fine del trend rialzista dei tassi di interesse. Sembra quindi di poter dire che la Fed stia raggiungendo un atteggiamento neutrale verso ulteriori rialzi del costo del denaro, e parrebbe che i funzionari della banca centrale stiano spostando il tiro verso quanto a lungo i tassi rimarranno alti, rispetto a quanto aumenteranno.
VALUTE.
Ritornando ai cambi si percepisce la netta sensazione che si stiano creando trappole per orsi sui cambi principali come EurUsd e Cable, ovvero il mercato fatica a salire e i ribassi sembrano sempre impulsivi, ma poi i bid riemergono e i prezzi lentamente salgono. Così l’EurUsd si ritrova a 1.0630 e ora sono ormai 7 giorni che chiude positivo anche se con candele di dimensioni assai ridotte e movimento percentuale che in 7 sedute è stato inferiore al 2%, da 1.0460 a 1.0630. I punti sensibili sono posizionati a 1.0660 e 1.0730. Per il Cable situazione analoga con obiettivi a 1.2450. Il UsdJpy rimane solido sopra 149.00, dipendente da un delta tasso che ne impedisce la correzione. Poche novità sugli altri fronti con i cross stabili e movimenti di 30 40 pips di oscillazioni durante la sessione europea. Una nota al cambio CadJpy che non è lontano da un interessante livello di massimi a 111.10 20 area, la cui rottura potrebbe aprire la strada a 118.00 e 125.00, anche se potrebbe anche sentire queste aree e correggere o invertire dai livelli attuali. Dipende ovviamente, il tutto, da quel che farà la Boj.
Saverio Berlinzani

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