
Dopo la Federal Reserve, anche la Bank of England, e la Boj questa notte, hanno lasciato i tassi invariati al 5.25%e a -0.10% rispettivamente, con la Boe che lo ha di fatto lasciato al livello più alto dal 2008. Su nove votanti all’interno del board, in 4 avrebbero voluto alzare il costo del denaro, mentre altri 5 tra cui Bailey, il Governatore hanno preferito lasciare fermi i tassi. L’approccio attendista è legato agli ultimi dati su inflazione e lavoro, che si sono rivelati il primo più basso delle attese, mentre il secondo ha mostrato un peggioramento della disoccupazione (4.3%). Nei toni però la Boe mantiene un atteggiamento ancora hawkish verso i possibili futuri rialzi. Di fatto, il nulla di fatto di ieri, rappresenta la prima pausa dopo due anni di rialzi del costo del denaro consecutivi, di ben 515 punti base, Nello statement si legge che le previsioni prevedono un calo dell’inflazione nel breve termine, a causa di un abbassamento dei prezzi dell’energia e un calo dei prezzi dei generi alimentari. La sterlina ha perso terreno scendendo al di sotto di 1.2300 con EurGbp arrivata a ridosso di 0.8700. I mercati azionari, in conseguenza alle ultime decisioni di Fed e Boe, che, nonostante i tassi fermi, hanno verbalmente mantenuto un approccio hawkish sui tassi futuri, hanno perso terreno con Wall Street che ha chiuso in rosso i tre principali indici con percentuali tra l’1 e il 2 per cento. Tutti i settori hanno chiuso in ribasso, soprattutto quello immobiliare, dei beni di consumo e materiali. I rendimenti dei treasuries sono saliti ai massimi degli ultimi 16 anni. Nella notte, dicevamo, la Boj ha lasciato i tassi invariati con voto unanime, con il tasso a -0.10% e il livello dei rendimenti del decennale intorno allo 0 con una fascia di oscillazione dello 0.50%. Nelle dichiarazioni si legge che il Qqe continuerà a sostenere l’economia e risponderà alle modifiche dell’attività economica, in un contesto di incertezza elevata. L’obiettivo di stabilità dei prezzi al 2% rimane intatto, accompagnato da aumenti salariali. Lo Jpy ha perso nuovamente terreno tornando contro dollaro a 148.00. Ricordiamo anche che ieri anche la Snb ha mantenuto i tassi fermi all’1.75% con conseguente indebolimento del franco.
VALUTE.
Sul fronte valutario il dollaro ha spinto al rialzo contro tutte le valute con EurUsd 1.0625 di minimo mentre il cable, come già detto, è sceso quasi a ridosso di 1.2240. UsdJpy sopra 148.00 in assenza di sostegno da parte ella Banca centrale giapponese. La forza del dollaro sembra destinata a rimanere tale, al di là di correzioni che sembrano dovute dai livelli attuali, ma per ora, appare difficile osservare inversioni strutturali. Ma molto dipenderà anche dall’equity che per ora appare in ribasso con aumento del risk off generalizzato. L’indice Vix è salito sopra 17.50 dopo che i dati sulla disoccupazione americana settimanali, hanno evidenziato l’ennesimo miglioramento, a conferma che la Fed sembrerebbe intenzionata ad inasprire ancora il costo del denaro nella prossima riunione di Novembre. Forza di dollaro, equity in ribasso, rendimenti dei titoli di stato ancora in rialzo e materie prime che tengono i supporti per il contenimento dell’offerta, in uno scenario di domanda che ancora tiene. Un quadro possibilmente fosco, ad osservare con attenzione, in un contesto di politiche monetarie che sembrano non funzionare adeguatamente. Ci dobbiamo preparare ad un autunno caldo, oppure è il canto del cigno dei tassi ? Lo vedremo strada facendo. Bon trading e buon fine settimana.
Saverio Berlinzani

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