• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’Olocausto come non è mai stato raccontato in uscita un libro di Giuseppe Mele

La rappresentazione cinematografica dell’Olocausto e di altri genocidi continua ad essere un tema di grande rilevanza e importanza nel mondo.” Ed ecco le selezioni e le sintesi; è interessante la visione di ciò che accade, adesso, in Tunisia, Marocco, Eritrea eccetera. Quei Paesi hanno organizzato veri e propri campi di concentramento dove si realizzano deportazioni e sfruttamento. Nessuno li accomuna a quelli nazisti, perché quelli nordafricani sono sconclusionati, nelle mani di criminali e predoni che non hanno certo intenzioni di razzismo, genocidio, pensano al compenso che riescono a cavare da quella povera gente

di Pino Farinotti | 16 Settembre 2023


https://www.mymovies.it/cinemanews/2023/185869/
Il 12 ottobre alla Sinagoga Beth Shlomo la presentazione de “Il male assoluto sullo schermo – 495 film in 92 anni su Olocausto ed altri genocidi”. Presenta anche Pino Farinotti.

Il titolo del libro è “Il male assoluto sullo schermo – 495 film in 92 anni su Olocausto ed altri genocidi”. Mi concedo un racconto personale per l’importanza dell’argomento e per dare un’impostazione diretta e magari più sentita. Lo ritengo utile. Negli anni vulnerabili, come li chiama Fitzgerald, quelli della formazione, gli anni del liceo, ci sono alcuni codici, li chiamo così, che quasi tutti noi abbiamo assunto. Non riguardano solo me, ma molti. Sono: Alessandro Manzoni, che ci hanno fatto odiare a scuola, per poi scoprire, negli anni, che quel romanzo era uno dei maggiori incanti della letteratura del mondo; la Resistenza, che serviva a darci dignità dopo la sconfitta, sappiamo: Hiroshima, anche di quella bomba sappiamo. E poi l’Olocausto. Quella vicenda tanto terribile, anomala, da essere incomprensibile. Una vicenda che si è assestata negli strati della nostra coscienza, della memoria e del recondito. Che si appalesa spesso, per ricorrenze, memorie, narrazioni. Credo che non esista tema, al mondo, più raccontato dell’Olocausto. Ho letto molti libri e ho visto tanti film, è il mio mestiere, ed è difficile che ci sia un testo sul quale mi soffermo. “Il male assoluto” è un documento che va certo considerato, perché, pure nel mare immenso di tutto ciò che è stato raccontato, porta una visione più larga e più profonda. Cerco di indentificarne, nelle sintesi, l’essenza, la qualità, l’utilità, le affinità.

L’autore, Giuseppe Mele si esprime da una competenza assoluta. Giornalista, blogger, sindacalista della comunicazione, consulente della UE, ha diretto varie testate cartacee e online. Nella quarta di copertina scrive. “Il male Assoluto sullo Schermo” analizza la rappresentazione cinematografica come l’Olocausto e altri genocidi nel corso degli ultimi decenni. Il libro esamina anche come il cinema sia visto in modo diverso da culture e cineindustrie diverse e come la globalizzazione abbia portato alla notorietà altri olocausti e genocidi… La rappresentazione cinematografica dell’Olocausto e di altri genocidi continua ad essere un tema di grande rilevanza e importanza nel mondo.” Ed ecco le selezioni e le sintesi; è interessante la visione di ciò che accade, adesso, in Tunisia, Marocco, Eritrea eccetera. Quei Paesi hanno organizzato veri e propri campi di concentramento dove si realizzano deportazioni e sfruttamento. Nessuno li accomuna a quelli nazisti, perché quelli nordafricani sono sconclusionati, nelle mani di criminali e predoni che non hanno certo intenzioni di razzismo, genocidio, pensano al compenso che riescono a cavare da quella povera gente. Non c’è l’organizzazione di morte industriale di Auschwitz. I numeri. Per i ricercatori, tedeschi implicati nell’ Olocausto sarebbero 250mila. Di questi, nei vari tribunali, ne vennero indagati, fra il ’45 e il ’49 circa 170mila con 6700 condanne. E qui vale una differenza significativa, e decisiva, numeri che determinano due culture e ideologie… diverse. Solzhenitsyn, il grande scrittore russo, dissidente, nel suo “Arcipelago Gulag”, scrive questi numeri: fino al 1966 sono stati condannati 86mila criminali nazisti. Il Tribunale supremo sovietico, sui campi del Gulag ha condannato… dieci persone. Culture differenti, appunto. Hollywood. Laggiù occorreva stare molto attenti a ciò che si faceva vedere nei film. Così quel cinema era riluttante a condannare l’antisemitismo nazista. Ed è curioso un dato: i padroni delle major erano quasi tutti ebrei. Inoltre, e non è un dettaglio, c’erano di mezzo tanti soldi. Il coraggio di violare quella regola, di mostrare le cose come stavano, lo ebbe solo un cineasta, ma che contava, Charles Chaplin nel suo Il grande dittatore. La documentazione di ciò che accadeva nei campi di concentramento è vastissima. Russi, inglesi e americani avevano i loro gruppi di prodizione. La più importante era la Army Units americana. Le migliaia di ore girate rappresentavano gli orrori dei campi come Auschwitz, Buchenwald, Belzec, Bergen Belsen, Dachau, Mauthausen e decine di altri. Le immagini venivano divulgate nelle rassegne e nei cinegiornali. Finché ci si rese conto che quelle immagini, così brutali, era bene gestirle, attenuarle, pur non toccandone i significati. Il film Il diario di Anna Frank, non indugia mai su momenti che mostrino l’orrore nazista. Lo sponsor American Gas Company nella versione dell’opera televisiva Judgmentat Norimberga esige che la parola gas non venga mai pronunciata. Due modelli esemplari di quell’indicazione. Il mio racconto è quella che si dice la punta dell’iceberg. 495 film fanno impressione. I classici che abbiamo visto naturalmente ci sono tutti. E vengono giudicati in una chiave che non è quella convenzionale della critica corrente. La visione è strumentale e risolutiva. E poi ci sono le migliaia di produzioni, fiction e documento, che magari non hanno trovato distribuzione ma analizzano l’Olocausto da prospettive e visioni che apportano notizie sconosciute. Per questa ragione l’opera di Giuseppe Mele assume un valore particolare, e si distingue dall’immenso libro sull’Olocausto.

Pino Farinotti
Tratto da My Movies

Pubblicato in : Cultura ed eventi, Libri e SaggisticaTag: anni, cinema, dittatore, globalizzazione, importanza, impressione, mare, mondo, nazisti, persone, razzismo, scuola, soldi

Info Pino Farinotti

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti