
Ed eccoci qui, nel mentre la nave fa acqua da tutte le parti e rischia veramente di affondare le preoccupazioni dei media nostrani sono nell’ordine: Renzi che si presenta alle europee a Milano, un presunto dialogo per la pace mondiale che non esiste e le “strane” rimembranze di Giuliano Amato.
La Repubblica italiana è diventata, in questi ultimi anni, la Repubblica dei Bonus toccando il massimo col minimo sforzo. Chi non ricorda il decreto legge 34/2020 (il famoso superbonus al 110%) per concedere benefici a poco meno di 500.000 italiani che ha provocato un buco di più di 100 miliardi di euro sul nostro già disastrato debito pubblico.
In modo particolare l’art 119 comma 9 bis del citato decreto che prevede la detrazione, spettante nella misura del 110 per cento delle spese sostenute veniva ripartita in 5 quote annuali di pari importo e in 4 quote annuali per la spesa sostenuta dal 1° gennaio 2022.
Chi è stato l’artefice di questo miliardario indebitamento?
Il dr. Giuseppi Conte che, con maestria da parte sua, e impreparazione dei suoi alleati nell’ordine Lega, Pd ed altri minori hanno ulteriormente contribuito a distruggere questo Paese.
La responsabilità, però, primaria è di quelli che nel 2018, contro ogni logica umana, votarono in massa i 5 stelle che promettevano “sogni” come l’eliminazione della povertà ed hanno prodotto “amare realtà” come il superbonus ed il reddito di cittadinanza.
Nella mia terra natale, Napoli, ci fu addirittura il botto con la vittoria in tutti i collegi in città e provincia e la cosa più assurda è che fra i più scalmanati c’era il ceto medio ed alto dei quartieri nobili, ma soprattutto ricchi come il Vomero e Posillipo. Per cui col reddito di cittadinanza si travestirono da Masaniello mentre, con l’altra faccia della medaglia, predisponevano il superbonus per gli agiati.
Colpo riuscito in pieno!
In quelle elezioni leggevo filippiche sui profili Facebook di Napoli di “pie e credenti donne” che, dall’alto del loro benessere economico e dimenticando il loro apparente e fervente cattolicesimo, lanciavano strali contro la politica che agiva da paravento per le follie che stavano mettendo in campo.
Chi non ricorda le “battaglie” portate avanti contro la politica tout court a cui si iscrissero “artisti di vaglia” (si fa per dire) come il bello e ricco Massimo Giletti che, prima dalla Rai, e poi dalla tv dell’altrettanto ricco Umberto Cairo sparava a palle incatenate contro i vitalizi. Per cui mostravano lo scalpo del risparmio di, più o meno, 50.000.000 di euro e ne bruciavano invece ben 100.000.000.000 di euro.
Nonostante queste grandi idee iniziassero a fare capolino nel 2022 gli elettori hanno continuato a beneficiare Conte, ormai assurto a leader con la definitiva uscita di scena dell’ex comico, e con i 5 stelle col 15,56% alle elezioni dell’anno scorso. Per cui se nel 2018 un italiano su 3 li aveva votati nel 2018 erano scesi ad 1 italiano su 6. Ancora troppo rispetto alla meritata e totale scomparsa che avrebbero meritato.
Ora con questo quadro la patata bollente è nelle mani di chi prometteva cose, tipo abolizione delle accise sui carburanti, e saliti al governo ne fanno altre che dovranno inventarsi qualcosa per far quadrare i conti.
Ci riusciranno?
Lo dovranno fare per forza e scaricheranno il tutto su Pantalone ma, nel frattempo, l’incomprensibile PD con la sua leader tenta di abbracciarsi ai 5 Stelle dimenticando che, auto dichiaratisi di sinistra, hanno negli ultimi 30 anni “abolito totalmente la scala mobile quando per 3 punti fecero un referendum e dichiararono guerra al mondo riformista, hanno abolito l’articolo 18 dello statuto dei Lavoratori alla faccia di Brodolini, si sono inventati il Jobs act che ha fallito, mandano in pensione a quasi 70 anni i lavoratori con la Fornero, il lavoro a chiamata ed altre amenità.”
Che dire? Auguri!
Raffaele Romano

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