
1. Fino a quando il Pd sopporterà una segretaria che non ha nulla a che vedere con la parte migliore della sua storia, e passi, ma neppure con la sua parte peggiore? Non a lungo immagino, ma se il #Pd non vuole andare incontro a una catastrofe decennale, i suoi dirigenti dovranno decidersi presto, molto prima delle Europee.
2. Matteo #Renzi interviene con la giusta irruenza nei confronti dell’irresolutezza di quei dirigenti piddini che assistono senza fiatare allo snaturamento da parte di Elly #Schlein della storia e dei presupposti (spesso traditi, lo sappiamo) su cui si era formato il Pd. Alcuni sono richiamati per nome e cognome, e non possono non rispondere, intendo senza perdere la faccia.
3. Renzi stesso appare però un asino in mezzo ai suoni quando non si occupa del suo ex partito. Il progetto del Terzo Polo era costruito sul nulla calendiano, quello del Centro sul nulla moderato. Senza il Pd come punto di riferimento Renzi stesso è ridotto, al di là delle sue capacità, al semplice galleggiamento. Col Pd come punto di ritorno Renzi potrebbe riscattare gli errori (anche privati) di questi anni e restituire un leader di qualità se non al Pd ad una opposizione di governo oggi ridotta ai minimi termini (+Europa e poco altro).
Marco Taradash

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