
Recuperano leggermente, dopo la più lunga serie di ribassi settimanali registrata dal febbraio scorso, i listini americani, nonostante l’aumento dei rendimenti dei titoli di stato, che fanno pensare a prossimi rialzi del costo del denaro negli Stati Uniti, la causa principale dei ribassi dei listini delle settimane scorse. Il tutto a pochi giorni dal simposio di Jackson Hole, dove si riuniscono i principali economisti, finanzieri e banchieri centrali e nel quale uno dei protagonisti principali sarà proprio Jerome Powell, atteso a dichiarazioni che chiariscano una volta per tutte la posizione della Fed in materia di tassi. Ci saranno rialzi ulteriori ? Se si, quanti saranno ? Quando ci si potrà aspettare finalmente un pivot definitivo ? Detto ciò, il recupero di questa notte, nasce dalla ripresa del settore tecnologico con il Nasdaq che ha guadagnato oltre l’1.5%, trascinato da Tesla e da Nvidia, salita di oltre 8 punti percentuali. L’Asia, questa notte, è stata trascinata dalle chiusure positive a Wall Street con chiusure positive in Giappone, Corea del Sud, e Hong Kong, mentre hanno faticato maggiormente i listini in Australia e Cina.
VALUTE.
Sul nostro mercato, poco da segnalare con le principali coppie valutarie stabili e una leggera correzione dle dollaro dopo i massimi di ieri. EurUsd tornato sopra 1.0900 con possibilità di attaccare l’area 40 50, prossima resistenza, mentre al ribasso 1.0870 e 1.0840 rappresentano i livelli sensibili di supporto. Cable che analogamente, dopo aver egregiamente tenuto l’area di 1.2680 90, attacca sopra 1.2780 che se violata potrebbe spingere i prezzi in area 1.2950.1.3000. UsdJpy che rimane vicino ai massimi di periodo, con l’area di 146.50 a fare da baluardo, in assenza di dichiarazioni della Boj a sostegno dello Jpy attraverso eventuali minacce di intervento, peraltro sempre possibili in queste aree. Leggera correzione delle oceaniche dopo i minimi visti ieri, ma per ora la reazione è poco significativa e così sembra possa rimanere anche nelle prossime sedute a meno di qualche notizia di ulteriore espansione monetaria in Cina per favorire la ripresa economica, messa a dura prova dal fallimento di Evergrande.
PETROLIO.
Si stabilizza intorno agli 80 dollari il prezzo del Wti, dopo aver perso terreno nella sessione precedente. Le incertezze economiche in Cina continuano a pesare sulla domanda, considerato che la Cina è il maggior importatore di greggio al mondo. Dall’altra parte, ovvero dal lato dell’offerta, i tagli alla produzione dell’Opec+ , Arabia Sudita e Russia in testa, hanno per ora tenuto i tentativi di ribasso del prezzo. E in settimana sono attesi i dati sulle scorte di greggio in Usa. Per quanto riguarda i dati di oggi, segnaliamo il Redbook alle 15.00, e i dati sul mercato immobiliare Usa, attesi per le 16.00. Non proprio un market mover, ma è quel che passa il convento oggi.
Saverio Berlinzani

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