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Fitch declassa gli Usa!

Il Segretario al tesoro Janet Yellen, ha definito la decisione arbitraria e basata su dato obsoleti. La reazione del mercato è stata mista, con l’azionario che, specie nella sessione asiatica, ha ceduto con percentuali in rosso intorno all’1% per la maggior parte dei listini, mentre Wall Street ieri sera aveva visto il Dow Jones chiudere positivo dello 0,2% mentre il Nasdaq e l’S&P hanno chiuso a -0,43% e -0,27% rispettivamente.

di Saverio Berlinzani | 2 Agosto 2023
Il segretario di Stato al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen (fonte Wikimedia Commons)

Come un fulmine a ciel sereno, ieri sera l’agenzia di rating Fitch ha declassato il rating del credito degli Stati Uniti da tripla A a AA+. Le ragioni addotte da parte dell’Agenzia sarebbero l’atteso deterioramento fiscale nei prossimi tre anni, l’elevato e crescente onere del debito pubblico e l’erosione della Governance. A peggiorare ulteriormente la fiducia nella gestione fiscale, anche la discussione sul  debito di qualche mese orsono e le decisioni prese all’ultimo minuto. Infine l’agenzia ha ricordato come quest’anno il deficit raggiungerà il 6,3% del Pil, in un quadro di possibile recessione. Il Segretario al tesoro Janet Yellen, ha definito la decisione arbitraria e basata su dato obsoleti. La reazione del mercato è stata mista, con l’azionario che, specie nella sessione asiatica, ha ceduto con percentuali in rosso intorno all’1% per la maggior parte dei listini, mentre Wall Street ieri sera aveva visto il Dow Jones chiudere positivo dello 0,2% mentre il Nasdaq e l’S&P hanno chiuso a -0,43% e -0,27% rispettivamente.

VALUTE.

Nel mercato dei cambi, pochi gli scambi e i movimenti degni di nota con l’EurUsd a ridosso di 1,1000, in recupero rispetto a ieri, mentre la sterlina ha ceduto tornando sotto quota 1,2800 e l’EurGbp che è balzato sopra 0,8600 rimanendo poi intorno a tale quota. Il mercato resta in trading range con possibilità di vedere movimenti all’interno dei 100 150 pips senza per ora temere un aumento della volatilità e direzionalità, intrappolate nei range delle ultime settimane, in attesa di qualcosa che smuova le acque. Restano invece assai deboli le oceaniche, sia in seguito ai dati cinesi pubblicati ieri e peggiori del consensus, sia in ragione di un peggioramento dell’occupazione neozelandese, con il tasso di disoccupazione  salito al 3,6% questa notte, sopra le attese del 3,5% e superiore al numero precedente uscito al 3,4%. Dall’Australia posi è uscito l’indice industriale di Ai Group, sceso di 2,8 punti a -14,7 a luglio, in contrazione per il quindicesimo mese consecutivo. AudUsd che è a ridosso di 0,6550 mentre Nzdusd non è lontano dal supporto chiave di medio termine a 0,6050. Nel mentre UsdJpy, dopo aver testato livelli sopra 143, ha ceduto, in seguito alla decisione di Fitch sul rating Usa, tornando a 142,70 area.  

DATI MACRO

Ci avviciniamo intanto a grandi passi verso il dato più importante di questa settimana, ovvero i Non Farm Payrolls di venerdì prossimo, anche se sappiamo che oggi c’è attesa per il dato anticipatore dei Nfp, ovvero l’Adp che riguarda il settore privato. L’attesa è per un incremento di 190,000 unità in una giornata sostanzialmente priva di dati rilevanti. Inoltre questa notte, sono attesi i Pmi australiani, quelli giapponesi e il Pmi dei servizi redatto da Caixin cinese. Domani, a loro volta, sono attesi i medesimi dati per l’intera Eurozona, Uk e Stati Uniti, oltre alla tanto attesa decisione sui tassi della Bank of England. C’e’ ancora da fare quindi prima di andare in vacanza. Buona giornata e buon trading.   

Saverio Berlinzani 

Pubblicato in : Economia, EditorialeTag: anni, bank of england, debito pubblico, eurozona, governance, mercato, recessione, stati uniti, tasso di disoccupazione, tesoro, usa, wall street

Info Saverio Berlinzani

Nel 1989 inizia il suo percorso lavorativo nel mercato valutario come spot trader per il Banco Lariano.
Dal ’91 per la Banque San Paolo di Parigi come trader su lira e Franco francese.
Dal ‘92 presso il Banco Lariano di Milano spot trader su tutte le valute SME.
Dal ’95 per Swiss Bank Corporation capo cambista – Lugano, Ginevra, Londra.
In questi anni, oltre alla specializzazione sul mercato dello spot come market maker ha sviluppato conoscenze del mercato dei derivati come trader di posizionamento per l’Istituto (Opzioni vanilla ed esotiche), nonché conoscenza diretta delle valute legate ai paesi emergenti (carry trades).
Dal ’98 è rientrato in Italia come Libero professionista in qualità di Consulente Finanziario e patrimoniale – Presidente e socio fondatore di una società broker in forex.
Dal 2009 ad oggi, trader indipendente nel mercato valutario fondatore del sito www.saveforex.it, community di traders con cui condivide QUOTIDIANAMENTE in tempo reale la sua operatività FOREX attraverso una chat e un webinar LIVE

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