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Canone per una Rai in eterno passivo. Come liberarsene per non essere complici

di ADUC | 10 Maggio 2023

Ogni tanto in Rai cambiano giornalisti, anche per sostituire quelli che diventano ministri, al ritmo dei cambi politici, ma rimane la sua struttura: spartizione fra tutti i partiti parlamentari in base al numero di eletti, abuso di posizione dominante nel mercato pubblicitario (1), disattesa della volontà degli elettori che da diverso tempo hanno chiesto la privatizzazione del servizio pubblico.

E’ dei giorni scorsi l’approvazione del bilancio Rai 2022. Una sola frase sintetizza il tutto: “Il bilancio evidenzia un risultato netto consolidato in pareggio e una posizione finanziaria netta che, pur risultando negativa per quasi 580 milioni di euro, è comunque attestata su livelli di sostenibilità”.
Chiaro? C’è un passivo di 580 (cinquecentottanta) milioni, ma è sostenibile e – scrivono – c’è pareggio e posizione finanziaria netta. Chissà cosa ha capito quel signore che paga il canone nella bolletta della luce, ammesso che alla Rai abbiano voglia di far capire ai contribuenti come funziona la loro macchina.

In attesa (eterna?) sarà bene che noi contribuenti del servizio pubblico di informazione radiotelevisiva si eviti di continuare a farci male, complici economici di questo strumento di Stato per il consenso del potere.

Un metodo c’è: disdire il pagamento del canone Rai dopo esservi liberati di un tv collegato al digitale terrestre. Per informarsi e divertirsi, non solo non mancano altri canali non collegati al digitale terrestre (2), ma la stessa Rai, senza obbligo di pagare il canone, ha molti programmi visibili in streaming, anche in diretta.
Il prossimo 30 giugno è la scadenza entro cui si può presentare disdetta del canone per i prossimi sei mesi (3). E’ bene ricordare che, la disdetta va poi presentata ogni anno entro il 31 gennaio per tutto l’anno intero, altrimenti si diventa evasori fiscali.

Questa disdetta del canone è un piccolo strumento di difesa che, almeno per ora e per chi lo sceglie, mette al riparo da sentirsi complici, col pagamento del canone, del servizio che la Rai dispensa.

Qui il canale web di Aduc sul canone Rai

Qui il video dell’avv.F.Sara Astorino Landi sul canale YouTube di Aduc


1- canone + pubblicità, mentre i suoi concorrenti hanno solo pubblicità
2 – motivo per cui si paga l’imposta di possesso di un apparecchio tv atto a ricevere queste trasmissioni.
3 – qui la specifica modulistica

 https://www.youtube.com/embed/rZivXl3T8ZM

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, consenso, euro, finanziaria, informazione, mercato, rai, servizio pubblico

Info ADUC

L’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), senza scopo di lucro, è un centro di iniziativa e aggregazione per la promozione dei diritti dei cittadini consumatori ed utenti.
Il nostro principale obiettivo è dotare l’individuo del più efficace strumento civico di difesa: la consapevolezza dei propri diritti e doveri. Offriamo a chiunque -iscritto o meno all’associazione- servizi di informazione e consulenza, richiedendo contributi volontari proprio per mantenere questa formula.
Per scelta non aderiamo al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu) presso il ministero dello Sviluppo Economico, spesso controparte nelle nostre iniziative e che ci farebbe per questo sentire in imbarazzo nel seguirne le direttive.
Non percepiamo e siamo contrari ad ogni forma di finanziamento pubblico (compreso il 5 per mille), linfa di un associazionismo che rappresenta solo se stesso e si autoalimenta proprio grazie al potere pubblico e non alla sua effettiva utilità -cosa non dissimile da quello che accade con il finanziamento pubblico ai partiti politici.

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