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L’istruzione rende potente il popolo e impotente lo Stato Democratico?

In tre quarti di secolo è venuto giù tutto come la torre di Babele; perché un popolo reso sempre più intelligente e autonomo dalla cultura, tende a farsi rappresentare da una classe politica sempre più debole, sempre meno potente, per condizionarla, guidarla, corromperla, abusarla. 

di Franco Luceri | 15 Aprile 2023
Il presidente Sergio Mattarella e i Giudici della Corte costituzionale (fonte Presidenza della Repubblica)

Non sono attrezzato a garantirvi la scientificità di questa mia opinione; ma credo che in Italia la politica abbia ritenuto giusto obbligare all’istruzione l’intero Popolo, per renderlo più civile, onesto, produttivo, solidale e facilmente governabile.

Ma in tre quarti di secolo è venuto giù tutto come la torre di Babele; perché un popolo reso sempre più intelligente e autonomo dalla cultura, tende a farsi rappresentare da una classe politica sempre più debole, sempre meno potente, per condizionarla, guidarla, corromperla, abusarla. 

Questo è il problema attuale dell’Italia; abbiamo burocrazia, politica e giustizia che sono malate incurabili, perché i sindacati, gli ordini professionali e le corporazioni sono sempre stati strapotenti e hanno sempre condizionato chi al governo pensava che governare un popolo istruito e libero fosse una passeggiata. 

Ultima in ordine di tempo, (dopo la promessa riforma del fisco) e la fallita riforma della Giustizia targata Berlusconi, quella del bravo e coraggioso ministro Nordio sembra dispersa, non si hanno più notizie.

Ora in Italia non basta nemmeno un governo armato di atomica e con minaccia di usarla, a rendere governabile il popolo italiano.

Grazie “all’evoluzione” culturale a ritroso, ora i bambini di 6 anni figli di italiani abbondantemente alfabetizzati mancano di rispetto ai professori, mentre i loro nonni e bisnonni contadini avevano un innato e sacro rispetto delle tre intoccabili figure istituzionali: prete, professore e maresciallo.

Forse non si può avere tutto dalla vita. Se hai la fortuna di vivere in uno stato governato da soggetti istruiti e potenti come era una volta la Prima Repubblica italiana ti ritrovi in un popolo impotente sfruttabile o schiavizzabile. 

E se a colpi di istruzione e informazione rendi il popolo capace di agire autonomamente, metti “I PIÙ RAPACI” nella condizione privilegiata di assaltare la diligenza Stato e di abusare da “PRENDITORI” di tutto e di tutti con la complicità dei governanti deboli o corruttibili.

Ora abbiamo il popolo italiano straripante di professori e professionisti attrezzati per mangiarsi vivo lo Stato a danno dei sottoccupati che sono 4 milioni e mezzo; e disoccupati e poveri una marea incalcolabile. Per non parlare delle condizioni pietose degli immigrati e dei piccoli imprenditori sfruttati e macellati come animali da soma.

E a questo livello di degrado non ci sono istituzioni pubbliche capaci di evitare gli abusi o di assicurare giustizia alle vittime. E sulla sicurezza stendiamo pure un velo pietoso.

Per uscire dalle sabbie mobili, le cosiddette parti sociali: corporazioni, sindacati e ordini professionali, prima o poi dovranno assumersi una qualche responsabilità collegiale, depurando dalle mele marce il mondo culturale, alimentare, sanitario, della sicurezza e della giustizia.

Lo Stato, con le sue istituzioni e i suoi milioni di addetti, può avere il potere di governare un popolo di lavoratori schiavo della propria ignoranza; ma uno di professori e dottori liberi è ingovernabile.

E se abusano impunemente della propria capacità, (i poveri col reddito di cittadinanza) e (i ricchi grazie al bonus 110 rivestono di “cappotto termico” i loro grattacieli a spese dei morti di fame); predispongono il sistema Italia al fallimento economico, alla guerra civile o peggio ad una feroce dittatura.

Franco Luceri

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, berlusconi, classe politica, contadini, corte costituzionale, fallimento, fisco, governo, informazione, italia, mondo, popolo italiano, presidenza della repubblica, prima repubblica, professori, repubblica, repubblica italiana, sindacati, stato democratico

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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