
L’impressione che in questa fase di trasformazione epocale per il nostro mondo, alla guida dello stesso ci siano poveri cervelli con ricchi portafogli.
Abbiamo in corso una migrazione epocale causata da clima, guerre e carestia, che la mente illuminata di Gianni De Michelis aveva previsto sin da fine anni ottanta
L’aveva identificata già allora come migrazione non controllabile con muri, barrire o azioni militari, ma cessando le barbariche azioni di neo colonizzazione economica di questi paesi ricchi di materie prime da parte delle multinazionali, dividendo in modo equo i benefici dei risultati di queste estrazioni (prima di lui Enrico Mattei) e predisponendo strutture fisiche di accoglienza e di istruzione per integrare questa massa entrante nel nord del mondo.
Dopo Mattei e De Michelis menti eccelse e insostituibili, il primo barbaramente immolato e il secondo ignorantemente vituperato, è arrivato il signor papete.
Con questi sistemi tutta apparenza e niente sostanza mirati alla ricerca di facili like e non alla risoluzione del problema non abbiamo fermato nulla, non abbiamo integrato quasi nessuno, abbiamo intere aree delle nostre città, quelle vicine alle stazioni ferroviarie, traboccanti di sbandati che cercano di sopravvivere come possono, spacciando, rubando e dormendo tra i cartoni sui marciapiedi respirando il fumo delle nostre Porsche.
Ci stiamo pensando? Assolutamente no, c’è ancora la diatriba sul come fermare i barconi con premi e cotillon a chi la spara più truce, salvo poi “coccodrillare” alla vista dell’orsetto del povero bambino annegato in mare.
C’è poi il tema di come fermare la guerra in Ucraina.
Pare, gli ultimi fatti sembrano dimostrarlo, che ci sia una ricerca di vittoria militare oramai irrefrenabile.
San Zelensky fa omelie ovunque, tranne a San Remo.
Mentre sotto i nostri mari girano sinistri sommergibili nucleari armati di missili ipersonici con testate nucleari di potenza distruttiva spaventosa, sulle nostre teste aereo e chissà cos’altro armati di bombe altrettanto micidiali, sulle rampe di lancio sparse tra le steppe e gli urali fumano i reattori dei missili che con un click possono far finire il nostro mondo, audaci politici con poco cervello e grande portafoglio giocano alla roulette russa usando le loro pistole e le nostre teste.
Eravamo partiti a febbraio dello scorso anno, tutti ben convinti che Putin fosse un demonio a cui bisognava gioco forza concedere una via d’uscita, perché o per pura follia latente o folle orgoglio imperante, avrebbe potuto ridurre in polvere la casa e la dispensa dei nostri figli e tutti noi sparando l’arma nucleare.
A distanza di un anno questa paura sembra scomparsa, nessuno ha pensato ad una decorosa via d’uscita, ma tutti sono ingrippati come iene pronti ad assaltare la carcassa di Putin.
Siamo sicuri che sia un cadavere? Siamo sicuri che non abbia ancora quell’alito di vita che gli permetta di fare click sul famigerato bottone? Un minimo di follia mi sembra oramai assodata.
Chi avrebbe mai pensato che Hitler fosse arrivato a perpetrare gli immani eccidi, stermini e barbarie che poi ha fatto. Pochi mesi e avrebbe avuto lui la bomba atomica. Pur di non soccombere quante ne avrebbe sparate?
A questi piccoli cervelli ricordo una frase di Albert Einstein, uno che di cervello ne aveva molto: “ Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza guerra mondiale, ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre. In ogni caso se lo avessi saputo avrei fatto l’orologiaio”.
Carissimi strateghini, senza nulla i vostri denari ed il vostro oro non potranno comprare nulla. Siete in grado di sollevare una clava per difendervi? Siete in grado di dormire nel freddo di una caverna? Siete in grado di accendere un fuoco senza i vostri luccicanti Dupont?
Mi auguro che pensandoci i cervelli in fuga rientrino nelle loro sedi.
Fiorenzo Da Ros

Sì caro signor DA ROS,
Solo dove c’è abbondanza di “poveri cervelli” è garantito il rigonfiamento costante di ricchi portafogli.