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Guerra e pace

La questione della guerra è innanzitutto la guerra stessa. E quindi ciò che occorre è innanzitutto un modo per porle fine.
Di questo dovremmo tutti discutere, e a questo servono le trattative, ogni dialogo possibile. A un anno dall’inizio della guerra, esiste innanzitutto una volontà – più o meno comune – di porre fine alla guerra?

di Angelo Giubileo | 24 Febbraio 2023
Soldati Ucraini posano davanti ad un mezzo blindato recuperato a Luhansk Oblast, 12 Marzo 2022
(fonte Wikimedia Commons)

E’ trascorso ormai un anno dall’inizio della guerra in Ucraina. La storia dell’umanità è piena di guerre, molte delle quali verificatesi anche dopo la fine della seconda guerra mondiale e molte tuttora in corso. Secondo il sito Perlapace.it attualmente sarebbero 59.

Ogni guerra produce lutti e tragedie, ma evidentemente è contro la storia e quindi in qualche modo è una vana illusione pensare che in futuro non ci saranno più guerre e che, se ci saranno, dipenderà pur sempre dalla cattiva volontà degli uni contro gli altri. Così che la questione principale è e diventa sempre quella di stabilire di chi sia la colpa oppure di chi siano la maggiore e minore colpa che sono causa dell’evento bellico.

E invece la guerra è un evento in sé e per sé, un fatto terribile, devastante. Indipendentemente dalla causa o cause che l’abbiano generata. Inoltre, ogni guerra ha come fine la distruzione o sottomissione dell’una o altra parte. A tale proposito, si dice anche che ogni guerra termini con una parte vincente e l’altra perdente. Ma, essenzialmente, la guerra genera morte. Così che più forte sugli squilli di trombe, dovrebbe risuonare piuttosto il grido del profeta: o morte dov’è la tua vittoria?  E invece, la morte, ancora a un anno dall’inizio del tragico evento, è ovunque.

Un anno trascorso tra sanzioni, minacce, appelli … vani, vanità di vanità tutto è (stato) vanità … Perché c’è un tempo per ogni cosa e quello trascorso da un anno è stato un tempo di guerra. L’<Occidente> – che si dice compatto – dice anche che le cose dovrebbero tornare a come erano prima della guerra … Il <Nemico> – che dice di non voler porre fine alla guerra – dice anche che la Russia dovrebbe ritornare in possesso dei territori che storicamente le apparterrebbero … Ma la storia ha altresì dimostrato che il tempo non è reversibile, non è possibile tornare indietro, ma, rispetto all’oggi, solo andare avanti.

E oggi: la questione della guerra è innanzitutto la guerra stessa. E quindi ciò che occorre è innanzitutto un modo per porle fine.

Di questo dovremmo tutti discutere, e a questo servono le trattative, ogni dialogo possibile. A un anno dall’inizio della guerra, esiste innanzitutto una volontà – più o meno comune – di porre fine alla guerra? Se questa volontà c’è – si dice anche che sia in corso una trattativa segreta a Ginevra (?) -, se davvero c’è questa volontà, allora ognuno di noi dovrebbe piuttosto alimentare, sopra tutti e tutto, un dialogo per la pace che, nel tempo corrente, ponga fine alla guerra.

Per la pace non serve altro, per la pace serve un dialogo.

Angelo Giubileo

Pubblicato in : EditorialeTag: futuro, guerra mondiale, seconda guerra mondiale, soldati

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    24 Febbraio 2023 alle 21:33

    La guerra finirà quando avremo fatto capiterà Putin che ha perso senza alcuna altra scelta. Finirà perché l’Ucraina avrà vinto. E prima otterrà le armi leali e prima questo scempio avrà fine.

    Rispondi
  2. Luciano

    24 Febbraio 2023 alle 18:59

    C’è un solo modo per far finire la guerra. Mostrare piena e completa solidarietà all’Ucraina inviando le armi che chiede. Senza titubanze. Le stesse armi che l’Urss invocava dagli Usa contro l’aggressore nazista e che ricevette in abbondanza. Ogni altraipotesi è resa,tregua per un nuovo obiettivo di Putin e della Cina

    Rispondi

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