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Uno spettacolo “imbarazzante” che le Istituzioni repubblicane non meritano

Biasimo profondo per le forze politiche (“vili”) che non hanno avuto la dignità delle proprie posizioni, il coraggio di un voto chiaro e, in modo completamente irrispettoso, hanno abbandonato l’aula fuggendo dalle loro responsabilità. di Daniele Marchetti

di Daniele Marchetti | 22 Luglio 2022

La politica peggiore! Quella andata in scena al Senato della Repubblica in occasione del voto di fiducia al Governo presieduto da Mario Draghi è la caricatura più atroce e vile di quella che era l’arte nobile della politica: l’onore di servire il bene comune, di perseguire, anche con sensibilità legittimamente differenti, l’interesse della comunità nazionale.

E in questo Mario Draghi, il suo discorso, i suoi errori e il suo governo non c’entrano nulla.

Onore alla coerenza di quanti, da punti di vista anche opposti, hanno onorato, a viso aperto, le Istituzioni repubblicane con idee e posizioni politiche anche severe in aperto contrasto con l’esistenza e l’operato dell’Esecutivo Draghi o, per contro, a quanti hanno operato -mettendoci la faccia- per la nascita e la navigazione (a tratti speditissima e rispettatissima in Europa e nel mondo) di Mister BCE.

Biasimo profondo per le forze politiche (“vili”) che non hanno avuto la dignità delle proprie posizioni, il coraggio di un voto chiaro e, in modo completamente irrispettoso, hanno abbandonato l’aula fuggendo dalle loro responsabilità di rappresentati di un popolo deluso e piegato da cotanta codardaggine.

Il Governo toglie il disturbo (con due fiducie, peraltro) e l’Italia resta in braghe di tela.

È il miserevole epilogo di una legislatura nata nel segno di un populismo cialtrone, di un antieuropeismo straccione, di un atlantismo viscerale e finita tra palazzi e ville davvero poco grandi. Un epilogo indegno che -c’è da giurarlo- avrà duri e rumorosi strascichi in tutti i partiti.

Del resto la credibilità, la responsabilità e la dignità come il coraggio, se non ce l’hai non te li puoi dare. E ciò non perché si sia negata (legittimamente) la fiducia ad un Governo, ma per la mediocrità con cui è stata trattata l’Istituzione delle Istituzioni, la vera casa degli italiani: il Parlamento.

All’assalto trumpiano a Capitol Hill, l’Italia ha risposto con l’ammutinamento della vergogna. Non vogliamo essere secondi a nessuno!

Daniele Marchetti

Pubblicato in : #Pensalibero24, SituazioneTag: bce, discorso, draghi, epilogo, europa, governo, legislatura, mario draghi, mondo, parlamento, punti di vista, repubblica, voto di fiducia

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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