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La contaminazione con altri che hanno storie diverse ci migliora 

Quando ci si rende conto che i nostri principi sono simili se non identici a quelli di altri è il momento di agire in sinergia. di Carla Ceretelli

di Carla Ceretelli | 16 Maggio 2022

La logica dei partiti, di destra e di sinistra,  è ingabbiata e ha fatto il suo tempo. Il centro destra è in continuo conflitto, ma se Atene piange Sparta non ride.I momenti storici  cambiano in maniera esponenziale. Stare dietro e seguire questi cambiamenti non è facile, e,  mentre  noi siamo gli artefici del cambiamento, dobbiamo  in contemporanea anche adeguarci alle nuove realtà. Cambiare atteggiamenti e  punti di vista contingenti  non significa venir meno alle  proprie idee ma andare oltre e superare ideologie  e dogmatismi  che non portano nulla di buono se non   continui scontri e  dibattiti  con poco  costrutto che fanno perdere tempo senza individuare soluzioni idonee.  Con scelte politiche per  teoria e prassi,  nell’organizzazione, l’amministrazione  e la direzione della vita pubblica.  Ma non di parte o di partito. Il momento della pacificazione è ideale ma   non utopistico. Quando ci si rende conto che i nostri principi sono simili se non identici a quelli di altri è il momento di agire in sinergia. Raccogliendo ciò che è sparso promuovendo quello che accomuna e mettendo da parte quello che divide.  Senza chiederci  tanto da dove veniamo e chi siamo stati, quanto   chi siamo e  dove vogliamo andare.  La nostra meta è rendere migliore il quotidiano, rispettando le regole ma liberi nei pensieri e nelle azioni, senza essere repressi  da una burocrazia opprimente che rende tutti meno efficienti, salvando e osservando  una sussidiarietà orizzontale e verticale per chi ol.lavora in autonomia o chi si rivolge ad altro. Dipendendo da  istituzioni pubbliche o nel privato.  Chiedendo a tutti il rispetto delle regole e aiuto nella  manutenzione dei nostri beni,  le nostre ricchezze naturali e artistiche  elaborate dai nostri provetti antenati, con grande creatività. Forse la migliore del mondo.  Aprire gli occhi, dunque, osservare quello che non va e portare a compimento soluzioni. Non è facile ma non impossibile. A questo proposito ricordo la teoria delle finestre rotte. Introdotta da Wilson e Kelling, competenti in scienze sociali, ripresa poi da Giuliani sindaco di NYC. Il degrado porta degrado. E non voler vedere l’incuria e gli  aspetti degradanti a tutti i livelli  alla fine porta a chiudere la stalla quando i buoi son già scappati. E le compagini governative degli ultimi decenni sono state delle eccellenze  in merito.  Un esempio, la pandemia,  fin dall’inizio, quando è venuto a galla  il piano pandemico mai  aggiornato dal 2006 ma semplicemente rinnovato nel 2017 senza essere rivisto dal direttore generale della prevenzione del ministero della salute Ranieri Guerra. Campione esemplare  metaforico  di leggerezza, superficialità  e  dabbenaggine, se non cialtronaggine acuta.La logica dei partiti, di destra e di sinistra,  è ingabbiata e ha fatto il suo tempo. Il centro destra è in continuo conflitto, ma se Atene piange Sparta non ride. Occorre dunque ragionare  di   pragmatismo  con   azioni vere, utili e soprattutto con una visione a breve e   lungo termine.  Basta viverci, in questo Paese, per avere una visione di ciò che non va,  o  incontrarsi e scontrarsi. Un esempio che ricade o può  ricadere su tutti,   con il mondo della sanità e del sociale  che forse  non sono  dei  peggiori ma sicuramente  non gestiti e organizzati al meglio. Non tutti fortunatamente ne hanno bisogno in modo pregnante, per cui vengono  giudicati e valutati  soltanto quando capita di sbatterci la testa. Così come l’assistenza agli anziani fragili, malati o non autosufficienti, che spesso riescono ad avere attenzione soltanto  quando sono già arrivati alla meta fatale. Purtroppo. Probabilmente per una serie di ragioni che hanno sia  inizio sia sbocco    in una burocrazia insostenibile. Considerando che  l’Italia conta il 22 per cento  di over  65, uno su cinque.  Siamo il Paese degli ultra ottantenni, primi in Europa. E costituirà per le future generazioni, un enorme problema di welfare.Naturalmente non si vuole affermare  che tutto è negativo  e che tutti si comportano male. Comunque il nostro impegno è quello di mettere un punto fermo,  osservare e   considerare quello che ci circonda e   poi fare il possibile per cambiarlo e migliorarlo.  Ricominciando da capo. Senza pregiudizi   di sorta e insieme ai vari gruppi liberali, laici e cattolici, che si riconoscono in modo pragmatico nei nostri principi fondamentali.
Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: amministrazione, anziani, assistenza agli anziani, cambiamenti, centro destra, direttore generale, europa, italia, Laici, Liberali, merito, mondo, punti di vista, sanità, scontri

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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