Fino a qualche anno fa eravamo certi delle nostre convinzioni sul nostro futuro. Eravamo sicuri che la democrazia liberale si sarebbe diffusa in tutto il mondo di pari passo con il progresso economico. Che la modernita’ si accompagnava con la democrazia e la democrazia con la modernita’. Pensavamo che con tutte le istituzioni e convenzioni internazionali sarebbe stato impossibile per un uomo da solo, scatenare una guerra. Che gli stati, anche quelli autoritari con la loro propaganda non potevano piu’ controllare il flusso delle informazioni e conoscenze dopo l’avvento di internet e social media. Che il nazionalismo dopo le tragiche esperienze del secolo scorso era morto e seppellito. Che l’annessione di altri territori o stati non sarebbero stati tollerati dalla comunita’ internazionale. Che missili e bombe “intelligenti” non sarebbero stati usati contro obbiettivi civili e bombe chimiche ed a grappolo fossero bandite.
Ma poi e’ intervenuta la realta’ ad incrinare le nostre certezze.
La globalizzazione, alimentata dal neo-liberismo estremo con le sue de-regolamentazioni e de-localizzazioni, con il libero movimento dei capitali ha creato un mondo di vincitori (pochi) e perdenti (tanti), le classi medio-basse, specialmente quelle a reddito fisso hanno visto il congelamento delle loro retribuzioni. Questa situazione ha creato il fenomeno del nativismo, parente stretto del nazionalismo e della xenofobia. Per opportunismo e motivi elettorali il nativismo e’ stato sfruttato da politici come Boris Johnson e Donald Trump per vincere il referendum su Brexit e le elezioni presidenziali americane. Trump con il suo dogma America First ha cambiato radicalmente la politica internazionale USA, ignorando istituzioni ed impegni internazionali per dedicarsi solo a rapporti diretti transazionali con altri stati indipendentemente dalla loro colorazione politica. Nel frattempo le frequenti e temporanee crisi economiche nell’economie occidentali e lo strepitoso successo dell’economia cinese avevano sbiadito il modello della democrazia liberale cosi’ che molti stati hanno adottato una forma ibrida istituzionale cioe’ quella di una democrazia illiberale o regime parlamentare autoritario.
Abbiamo visto recentemente il caso delle elezioni in Ungheria dove Orban ha vinto negando all’opposizione ogni visibilita’, controllando il 95% dei media e ridisegnando i collegi elettorali a favore del suo partito. Da notare che Orban oltre che da Putin ha ricevuto le congratulazioni di LePen, Salvini, Meloni e Farage. La manipolazione delle elezioni che Orban ha organizzato in un modo soft, l’Ungheria fa pur parte dell’UE, in altri Paesi tipo Russia, Turchia, India, Venezuela, Filippine avviene in una forma piu’ brutale.
In questo contesto Putin ha creduto di potere invadere l’Ucraina. Probabilmente questo sara’ il primo ed ultimo grande errore commesso da Putin, vista la reazione dell’Occidente. Ma, se guardiamo al resto del mondo si e’ avuta una condanna formale dalla maggioranza degli stati, di fatto solo i Paesi veramente democratici hanno adottato sanzioni economiche contro la Russia ed inviato aiuti militari all’Ucraina.
A questo proposito e’ da notare la singolare posizione della maggioranza degli italiani che si e’ dichiararata nei sondaggi contraria all’invio di aiuti militari all’Ucraina. Come e’ possibile? Probabilmente questa posizione pseudo-pacifista si spiega per due ragioni.
La prima e’ che la realta’ di una guerra totale in Europa dopo 80 anni non e’ stata ancora assimilata ed accettata, si pensa e si spera che sia solo un malinteso, un incidente.
La seconda e’ il ruolo dei talk-show televisivi che hanno, e’ vero, solo il 4/5% di audience ma determinano l’agenda ed il dibattito politico. Il problema e’ nel format dei programmi che si chiamano non a caso talk-show con enfasi sulla parola show cioe’ spettacolo. Questo vuol dire che il programma deve intrattenere piu’ che informare e quindi per funzionare occorre che ci sia un confrontro/scontro tra due posizioni con la necessaria presenza di uno o piu’ negazionisti a qualsiasi dibattito sia esso su vaccini guerra o sesso degli angeli.
E’ indubbio che questa guerra avra’ un significato storico e mondiale perche’ non e’ un semplice e tragico scontro tra due stati ma anche tra due forme di governo: democrazia ed autocrazia. Chi e cosa prevarra’ determinera’ il nostro prossimo futuro.
Se vince l’Ucraina, l’Unione Europea arrivera’ ai confini della Russia e potra’ ispirare un cambiamento di regime nel piu’ vasto Paese del mondo. Se prevarra’ la Russia ci dovremo preparare ad una serie di conflitti regionali (vedi Taiwan) con rischi incalcolabili.
Zara Thustra

Più che una questione diretta di Democrazia mi sembra che sia una netta questione di indipendenza da qualsiasi forma di coercizione politica, da qualunque parte essa arrivi. È mia convinzione che una Nazione debba essere libera di autodeterminarsi e che nessuno abbia il diritto di intervenire; tanto meno con la forza come sta accadendo ora.
Difficile immaginare che una Russia veramente democratica avrebbe invaso l’Ucraina.
Tra stati democratici i problemi si risolvono pacificamente con la diplomazia.
Z. T.
Boris Johnson con la visita di Sabato a Kyiv ha dato dimostrazione di grande politica internazionale. Ancora una volta toccherà gli inglesi salvare la libertà? Sono necessarie armi letali contro l’esercito russo invasore, o avremmo di nuovo il nemico alle porte.