“Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti”? Si attribuisce a Einstein ma non ci sono prove.
Comunque, chiunque l’abbia pensata, la proposizione è purtroppo veritiera e poco auspicabile. Anzi per niente.
E quindi uscimmo a riveder le stelle. Ma le stelle stanno a guardare.
Purtroppo sono state proprio le stelle le maggiori colpevoli nel deculturare il Paese, almeno negli ultii tempi. Erano cinque. Uno valeva uno. Oggi non si sa, dopo il fuggi fuggi generale. Ogni stella cerca il proprio destino. I sogni son come le stelle, basta alzare gli occhi e sono sempre là.
Le cinque stelle significano il top delle valutazioni generiche nelle recensioni per le attività commerciali. Certamente non in quella politica, anch se spesso i avvicina al marketing. Ma nel nostro caso hanno significato l’imo.
Il colpo di grazia, fra i tanti, è stato quello della ex ministro dell’Istruzione.
“Ammetto con rammarico tutti i miei limiti. A me la brillante idea dei banchi con le rotelle non era venuta in mente, figurarsi se ho mai pubblicato un libro” , esordisce costei mentre sgonnella da un talk all’altro per presentare e pubblicizzare il suo libro fresco di giornata.
“La vita insegna. dalla Sicilia al Ministero. Il viaggio di una donna che alla scuola deve tutto”
Prefazione del senatore a vita Liliana Segre. Incredibilmente.
Faccia di bronzo che di pù non si può. E le stelle continuano a stare a guardare. Mentre attendono la loro destinazione su una qualsiasi poltrona poltroncina o sgabello. Indipendentemente da competenze spesso inesistenti.
La tecnologia ha fatto danni irreversibili. Noi datati viviamo di ricordi, comprese poesie mandate a memoria che male non fanno. Ma i piccoli specie dell’ultima generazione sanno a mala pena proferire verbo e scrivere pensierini. A parte alcuni fortunati, intelligenti volenterosi e curiosi, che potrebbero emanciparsi autonomamente.
Emoticon e simbolismo hanno già compromesso l’alfabetizzazione. L’umanità è in bilico fra tecnologia e pensiero indipendente.
Ciò nonostante alcuni studenti, circa 2.500 prossimi alla maturità 2022, sono stati intervistati in questi giorni dal portale Skuola.net, proprio nelle settimane in cui si avvicina il momento di capire che direzione prenderà il Ministero dell’Istruzione.
E’ venuto loro in mente di chiedere l’abbattimento del tema di Italiano all’esame di maturità. Infatti 7 studenti su 10 chiedono l’esame senza scritti. E al Ministero di decidere prima di Natale.
La “formula” dell’esame di Stato dell’anno passato , con elaborato e maxi orale, è quella che la maggioranza dei maturandi vorrebbe anche per il 2022. Il motivo? Troppa Dad negli ultimi anni.
Interviene nella diatriba Simonetta Agnello Hornby, avvocato, scrittrice, accademica. Nata in Sicilia ma vissuta molto tempo a Londra, sposata e naturalizzata inglese.
“Salvate il tema di Italiano”! Francamente non avevamo proprio bisogno di questa esortazione, ma l’accogliamo volentieri.
In Inghilterra la maggior parte degli esami sono scritti. In alcune scuole gli esami orali non esistono, tranne nei casi delle lingue straniere.
E’ chiarissimo che l’era dei computer ha alfabetizzato enormemente la gente, in ispecie i giovani. Pochissime persone non sanno comunicare attraverso il computer.
Vero, ma il computer ha anche ridotto le espressioni emotive agli emoticon, al simbolismo; ha in un certo senso attaccato fortemente l’alfabetizzazione, la conoscenza e la ricchezza delle lingue. Di qualsiasi lingua. Ma a noi interessa l’italiano sempre più depauperato.
Che cosa avrebbe potuto dire, dunque, Einstein nell’emergenza in cui ci troviamo, se non “Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti”?
Dunque i ragazzi, abituati ormai, dopo l’annus horribilis, alla La Maturità di emergenza, senza prove scritte ma con un elaborato sulle materie d’indirizzo, preparato prima, e con il maxi-orale, più lungo del solito, vorrebbero reiterare, replicare la formula che dovrebbe essere adottata anche per l’esame 2022, replicando, appunto, quanto avvenuto nel biennio 2020-2021.
La stragrande maggioranza (77%) è convinta che, nonostante la didattica da settembre si stia svolgendo praticamente sempre in presenza, gli effetti negativi della Dad hanno segnato inesorabilmente l’ultimo triennio del loro percorso, impedendo di prepararsi al meglio per affrontare un esame completo. Infatti per il 90% degli intervistati, qualsiasi sia il format d’esame scelto dal Ministero, gli effetti negativi della didattica a distanza avranno un impatto sulla preparazione. Mentre il 13%, sottolinea la praticità di una prova del genere nel rispetto delle regole anti-Covid. Il 10%, però, fa un discorso più ampio, dicendo che l’esame classico è ormai superato come metodo di valutazione.
“La scuola non uccida il tema d’italiano, i ragazzi hanno bisogno del foglio bianco”.
“In ogni caso, qualsiasi decisione venga presa, i maturandi sperano che il Ministero faccia presto: quasi 2 su 3 vorrebbero avere notizie definitive entro Natale, specie se l’esame cambierà ancora; circa un terzo (32%) si accontenterebbe di sapere qualcosa di più entro gennaio-febbraio, ma solo
Carla Ceretelli

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