Rossa per il colore dei mattoni delle proprie case e delle proprie torri? Rossa per il colore del marchio delle proprie fabbriche di motori, da Maranello alla Lamborghini, alla Maserati e alla Ducati? Rossa per il colore del partito comunista che fu? A Bologna, nel presente, il rosso sembrava destinato definitivamente a sbiadirsi. Ma non sarà così, dopo che, eletto alle primarie democrat per la corsa a sindaco della città, Matteo Lepore ha deciso di rispolverare la vecchia regola leninista del “centralismo democratico”. Ricucinandola, per così dire, in salsa rossa italica e bolognese. E’ infatti accaduto che il sinistro-Candidato ha deciso di escludere dalle liste a Suo sostegno tutti i compagni di partito sconfitti nella giostra delle primarie. Fatta eccezione per la “sardina” Mattia Santori, astenutosi dalla suddetta tenzone, il quale ha accettato di buon grado di partecipare alla nuova imminente avventura cavalleresca del novello Rossomalpelo: cucinare il più rinomato piatto siciliano, la pasta alle sarde, in una nuova e succulenta salsa rossa bolognese.
Angelo Giubileo

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