La vicenda di Tina Ciaco, meglio nota come Priscilla Salerno, sta dimostrando che, per garantire e tutelare i diritti delle donne, nel secolo ventunesimo, non occorre guardare necessariamente all’Afghanistan dei talebani. A Salerno, accade in queste ore che all’attrice hard sia negata la possibilità di una propria candidatura alle prossime elezioni amministrative del 3/4 ottobre. La candidatura, sponsorizzata prima dalla lista di centrosinistra dei Davvero Verdi e poi dalla lista di centrodestra del Nuovo Psi, è tuttavia ostracizzata dai rappresentanti delle liste di coalizione e dai candidati-sindaco in lizza, che finora non hanno manifestato alcuna minima disponibilità ad accettarla. Piuttosto, il contrario. Se questa già assai triste vicenda dovesse concludersi in questo stesso modo, assisteremmo con tutta evidenza a un caso vero e proprio di negazione di un diritto civile. A Salerno e non a Kabul.
Angelo Giubileo

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