Nel suo libro Marco Dezzi Bardeschi cosi lo ricorda nel ripercorrere una vita lunga cento anni fatta non solo di progetti ed opere realizzate, ma soprattutto di “pensieri”, cosi come anche Giovanni Battista Bassi, altro fedele discepolo ed amico, allorquando organizzò un convegno nella Chiesa di Belvedere, a Pistoia, per festeggiare i cento anni che avrebbe compiuto il 2 gennaio 1991, invitava ad una riflessione collettiva proprio, non tanto sulla disamina dei Suoi lavori, bensì sul pensiero di Michelucci e quali fossero le sue Radici.
Oggi dopo trenta anni dalla morte il suo pensiero non solo è sempre attuale, ma forse lo si comprende ancor meglio e si scopre come Michelucci sia stato un vero Profeta dell’Architettura.
Resilienza, Transizione ecologica, Inclusione Sociale sono tutti termini che Michelucci ha anticipato a suo modo e che, per nostra fortuna, sono finalmente e possiamo affermare – realmente – al centro del pensiero del nuove generazioni.
In questa ricorrenza, desidero solo invitare ad un momento di riflessione rileggendo insieme le sue stesse parole, piene di profondo sentimento, scritte un anno prima della morte e che riassumono sinteticamente il suo concetto di “Città Variabile”:
“Se io campassi altri novantanove anni, mi basterebbero appena per rincorrere questo sogno, quest’idea, questa cosa: la città!
Non la città che si disfà, che urla, che fa le cose più stupide del mondo. Ma una vera città. Perché la città è un’altra cosa…
La città esplode dall’animo, è una preghiera.
La nascita di una città è una preghiera, una preghiera meravigliosa a chi?
Al mondo, al mondo che c’è attorno”.
Grazie Maestro, anche noi ci uniamo alla Tua preghiera affinché la Città possa esplodere dall’animo di ognuno di noi.
Marco Bernardi

Lascia un commento