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Vendite natalizie e posizioni dominanti. Ma guarda se dobbiamo metterci a difendere Amazon….

di Vincenzo Donvito | 23 Novembre 2020

GAFA, quando lo si enuncia, è un acronimo che ha un preciso significato: no al monopolio dei big della new-economy, rappresentati in questo caso da Google, Apple, Facebook e Amazon… ma che ne include tanti altri. Multinazionali che godono dei più svariati e creativi grimaldelli per entrare nelle economie nazionali, primo fra tutti quello fiscale, quasi sempre ridotto all’osso. E le battaglie fiscali, economiche e politiche contro lo strapotere del GAFA sono importanti per cercare di avere un futuro libero, dove tutti possano comprare e vendere facendosi concorrenza leale.

In questi giorni, alfieri alcuni politici francesi con in testa la Sindaca di Parigi, è partita una campagna massiccia contro Amazon. Che, col fatto di essere online, sta facendo il pieno di business: gli acquisti di fine anno sono sempre massicci e, con il confinamento diffuso un po’ ovunque e quasi tutti i negozi chiusi… cosa di meglio che acquistare online con a disposizione una gamma di scelta mondiale, a prezzi talvolta interessanti e con consegne anche di sabato e domenica? In salsa italiana abbiamo registrato anche interventi di alcune associazioni dei commercianti che hanno detto qualcosa tipo “facciamo delle zone rosse anche per le vendite online”, ciè impediamo con la legge di far vendere online.

La politica italiana, e non solo, è “buffa” di fronte alle scelte che significano libertà per tutti. Spesso gli alfieri di questa libertà la intendono tale solo quando riguarda loro direttamente, altrimenti la vivono e la condannano come sopruso, abuso, etc.

C’è qualcuno che vuole impedire ad Amazon di vendere online in questo periodo? Ovviamente chi sta all’opposizione dell’attuale Governo, pur di aver un po’ di spazio mediatico si è fatto avanti. Ma al di là del folklore, cosa c’è dietro questo tipo di avance statalista, monopolista e, sostanzialmente, troglodita? Opportunismo, furbizia e ignoranza? Può darsi. Ma a questo giudizio tranchant che diamo aggiungiamo una emozione: tristezza!

Crediamo sia superfluo metterci a spiegare perché limitare in qualche modo il commercio online sarebbe come darsi la mitica zappa sui piedi. Ognuno è in grado di comprendere che, per esempio, senza l’online oggi ci ritroveremo tutti come quando, durante la seconda guerra mondiale, eravamo nei rifugi aerei durante i bombardamenti.
Non sputiamo sul 2020, non sputiamo su noi stessi.
La pandemia c’è e non ha proprio senso (politico ed economico) far sì che tutti si debba essere poveri. Non tutti i settori economici sono colpiti allo stesso modo. E quelli che non lo sono è bene che prosperino, perché la loro prosperità è anche la nostra opportunità di consumatori e di imprenditori.
Ma guarda se a fine 2020 dovevamo ritrovarci a difendere Amazon….

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, apple, consumatori, disposizione, fine anno, futuro, governo, guerra mondiale, parigi, politica italiana, salsa italiana, seconda guerra mondiale

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Adalberto Scarlino

    23 Novembre 2020 alle 15:32

    Chiedo scusa, ma Amazon , così come altri colossi degli affari , non dovrebbe pagare adeguate tasse ? Lo fa ? Viene correttamente costretta a farlo ? E’ vero che è stato stipulato un accordo tra Amazon e quelle che si autodefiniscono “Poste Italiane” ? Per quali servizi al cittadino o per quali affari ?
    Grazie.
    Adalberto Scarlino

    Rispondi

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