• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

I nuovi vecchi bisogni nella società squagliata

di Fabrizio Binacchi | 12 Maggio 2012

Società squagliata nel senso di destrutturata senza possibilità di rimedio, senza più forma e a sostanza degenerata, ma anche di squagliata nel senso che se la squaglia, come dicono i ragazzi. 

Viviamo o siamo vissuti? Rischiamo di essere troppo vissuti e di dover rispondere eccessivamente al bisogno di esposizione sociale. Dice così senza fronzoli andando al cuore del nostro problema di oggi  il sempre brillante Franco Ferrarotti a Benfatto ottima rubrica mattutina di Rai Radio1 sul senso della vita. Ha ragione. A parte gli aborigeni dell’Australia e gli indios dell’Amazzonia –sarebbe sempre bello fare corsi di antropologia culturale- beh tutti noi occidentali siamo amministrati dalla nascita, già nella culla siamo un codice fiscale. Non possiamo più avventurarci nella vita senza una sovrastruttura formale che ci dà un sistema sociale che si chiama Stato. Ma questo Stato cosa fa poi per i suoi catalogati, per i suoi amministrati? Dipende dagli Stati ovviamente, da noi in Occidente, da noi In Europa, da noi in Italia sempre meno: il sistema sociale ci ha abituato a nuovi bisogni, tra essere e avere, e poi non ci mette più in condizione di essere quel che eravamo e di avere quel che avevamo. Ferrarotti ha usato una brillante immagine: questa società non ci fa più gustare l’avventura della vita perché c offre orizzonte a 3 mesi, a poche settimane, per la ormai condizione persistente e permanente della precarizzazione. Altroché società liquefatta o politica in liquefazione questa è davvero una società squagliata. Forse in tutti i due significati che dalle nostre parti possiamo individuare e assegnare a questo termine: società squagliata nel senso di destrutturata senza possibilità di rimedio, senza più forma e a sostanza degenerata, ma anche di squagliata nel senso che se la squaglia, come dicono i ragazzi, se n’è andata. Fino a 50 anni fa, quando eravamo meno catalogati e meno amministrati e quando la tensione all’esposizione sociale era sicuramente più ridotta e più circoscritta, a pochi individui di ristrette classi, beh questa società e i suoi cittadini fossero artigiani, contadini, piccoli professionisti sapevano affrontare anche la povertà e le indigenze, si facevano un esame di coscienza e ci si chiedeva chi siamo, cosa abbiamo fatto oggi, cosa possiamo fare domani e alla Manzoni ci si diceva ..”di poco essere contenti, il santo Vero mai non tradir né proferir mai verbo che plauda al vizio o che virtù derida”. Ora nella società squagliata, ma amministrante, non sappiamo più distinguere tra nuovi e vecchi bisogni reali. E bastano tre debiti per scatenare atti insensati come sequestrare persone o atti di autolesionismo fino ad arrivare al suicidio. Cosa dovevano fare le nostre nonne o bisnonne, così frequenti come immagine della campagna tra il Veneto, la Lombardia e la Toscana, che tiravano avanti con sette o dieci figli coltivando l’orto o allevando quattro galline le cui uova andavano a vendere al mercato? Non dicevano niente per loro fortuna perché il loro mercato era sotto controllo, non c’erano derivati e speculazione. Noi invece siamo nell’era della finanza più pensata che gestita e quindi esposti non solo alla depressione economica ma anche a quella psichica. Ugualmente pericolosa e fonte di guai. Ha ragione Ferrarotti: ritorniamo all’esame di coscienza non solo religioso ovviamente ma anche sociale. Alla sera chiediamoci: a che cosa è servita questa giornata? Non sarà un atto multimediale o una connessione facebookiana come va di moda adesso ma sicuramente ci farà sentire un po’ più connessi con noi stessi. Che è quello che ci manca di più oggi.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Marzio Siracusa

    13 Maggio 2012 alle 09:54

    Bene, bene.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti