Vi ricordate le “Brevi dal Mondo” oppure le “Brevi dall’Italia”? Erano angoli di giornale straordinariamente succosi: poche righe per raccontare cosa avveniva in Cambogia e in Brasile in Sud Africa o in Portogallo, e così, chi voleva, si faceva un’idea senza dover per forza affrontare articolesse da 90 righe. Così avveniva anche per i fatti italiani riassunti in 3 o 4 righe in un bell’incorniciato. Talora erano rielaborate dall’ingegno giornalistico nostrano e venivano pure firmate.
Oggi proverò a darvi alcune brevi dal mare ma sono sicuro di non raggiungere l’eccellenza di colleghi del passato. In breve verrebbe da dire che qui al mare sono un po’ in braghe di tela: espressione sartoriale per descrivere che la situazione non è certo brillante. Molti alberghi chiusi, molti negozi chiusi, ristoranti aperti ma tanti tavoli vuoti, spiagge con distanziamento d’ordinanza tra lettino e lettino e tra ombrellone e ombrellone ma per ora tante postazioni vuote e ombrelloni chiusi. Fa eccezione il week end, per 40 ore. Facce scure in giro, le facce degli imprenditori e dei commercianti. C’è la signora che vende piadine da 40 anni che ostenta sicurezza: eh prima o poi arriveranno i turisti, torneranno a mangiare piadine e crescioni.
Ma c’è anche il titolare di 4 alberghi che dice che quest’anno va sotto con tre. Poi c’è il ristoratore con venti dipendenti che dice: mi accontento di fare il 50 per cento dell’anno scorso. E magari sto a galla per pagare il personale e le spese fisse. Da qualche parte il comune ha deciso di non far pagare quest’anno la tassa sui dehors, mica poco. Per molti è un bel risparmio. Si aspettano i turisti tedeschi e nordici per la metà del mese. Ma non si sa e si naviga a vista.
Qui mancano soprattutto i russi che negli ultimi vent’anni hanno sostituito e integrato progressivamente tutti gli altri gruppi internazionali. E senza russi sulla costa romagnola che sta attorno a Rimini, mi dice un operatore, vuol dire non avere il 50 per cento del turismo, quel 50 per cento che non ha problemi di spesa. Niente cinesi, niente russi, niente americani, la villeggiatura cambia e molte spiagge si preparano a un nuovo domani. Ma come sarà il domani? Qui pensano a un domani che va già all’anno venturo, al 2021, e ormai incasellano questo 2020 nel capitolo intitolato “come viene viene”. Se si apre qualche spiraglio per agosto settembre bene, altrimenti loro, i resistenti romagnoli e della cosata allargata che va dal Friuli alle Marche, sono già pronti a pensare alle prossime stagioni e come affrontare un nuovo che ancora non ha contorni precisi. L’importante è sorreggersi ed evitare che il sistema abbia improvvise falle. Tradotto si può soffrire un po’ tutti ma si deve star a galla un po’ tutti. Salvo situazioni insostenibili, è il tessuto che fa la differenza. Ci sono i picchi del fine settimana o meglio i grandi arrivi tra venerdì e sabato e poi alla domenica sera si ritorna tra pochi.
Brevi dal mare e brevi dalle strade e autostrade. Siamo alle solite. Code e intasamenti sono tornati alla ribalta della cronaca e ad ossessionare i poveri pendolari delle vacanze che per le ragioni più varie possono permettersi per ora solo uno o due giorni in riviera. Code da panico sulle strade e autostrade liguri, coda da allerta rossa sulle autostrade romagnole e adriatiche, soliti punti critici negli snodi storici: 4 ore per fare un tragitto che in tempi normali comporta 90 minuti.
Nell’era post Covid in cui treni e altri mezzi sono un po’ meno scelti qualcuno avrebbe dovuto pianificare strade e autostrade più libere da cantieri e lavori, da ostacoli vari per garantire una mobilità più comoda e sicura. Ma siamo fatti così. Abbiamo avuto mesi di vuoto e quasi deserto in strada per fare lavori e interventi e ci ritroviamo a luglio con i soliti sbandamenti. Senza contare lo stato pietoso dell’asfalto di molte statali e provinciali. Un po’ ovunque asfalti rovinagomme.
Si pensi pure ai grandi cantieri che dovrebbero cambiare la faccia del nostro Paese ma intanto si dovrebbero realizzare anche altri cantieri magari più piccoli ma più funzionali per dare meno pena a viaggiatori e pendolari.
Brevi dal mare. Gruppi di giovani in spiaggia attorno all’ombrellone parlano fitto tra loro e al contempo sono on line col resto del mondo che è on line. Più che ritiro sociale sembra un raddoppio fisico-sociale. E discutono pure di politica navigando sui siti dei leader e dei partiti. Non era così scontato fino a qualche anno fa. Può essere che il social porti anche al political.
Brevi dal mare. Nell’elenco dei cocktail tradizionali della riviera accanto agli spritz pestati e all’Americano consolidato o al Negroni sbagliato oppure al Moscow mule compare una nuova proposta per queste parti. L’Agua de Valencia. “Non mi chieda come è fatta, dice la signora delle piadina perché l’ha messa mia figlia e mi hanno detto che è buona”. L’Agua va molto in Spagna è a base di cava o champagne, succo d’arancia, vodka e gin. C’è chi la beve a bibita. Mancano russi e americani ma c’è qualche novità spagnola almeno nelle offerte di gusto. Vediamo cosa ci riserva il domani.
Fabrizio Binacchi

Lascia un commento