E’ appena calato il sipario sugli “Stati Caporali”.
Il caporal maggiore ha tenuto la solita conferenza stampa questa volta alla fine, non in anteprima come sua tradizione con i DPCM.
Salvo qualche rara eccezione, questo stuolo di attendenti consapevoli o peggio inconsapevoli di potentati nominati, innominati se non innominabili, sono sfilati impettiti, incravattati, lisciati, per il loro quarto d’ora di inutile recita.
Chi per garantire che l’Europa sarà generosa, grazie Angela, però da gennaio dopo che avremo superato gli esami di riparazione di settembre, chi per dire grazie all’Europa generosa, grazie Angela e soprattutto chi vuole assaltare la diligenza carica di liquidità in barba all’interesse generale, controlla Angela grazie.
Da questi 10 giorni (diconsi dieci) di incontri è uscita una strategia che sia una, per provare a vincere questa battaglia che ha scenari nuovi mai visti da occhio umano, una pandemia globale che ha bloccato l’intero pianeta e relativa economia?
Aspettarsi un risultato di questo calibro significa non aver compreso la vera portata dell’evento: la locandina ingannevole titolava “Stati Generali”, ma nell’essenza si è trattato di Stati Caporali,” ossia un simposio generale di caporali arrivati da mezzo mondo.
Uno stuolo di attendenti, peraltro senza ufficiali di riferimento degni di essere chiamati tali, perché tranne rare eccezioni, sul pianeta di Generali strateghi e coraggiosi se ne vedono ben pochi.
Risultato quindi? Un bel libretto di istruzioni su come dare il grasso agli anfibi, sputare sulla fibbia e ripassarla con la manica della camicia per farla brillare, mettere in piega i pantaloni sotto al materasso, già pulire la pistola per questi signori è un’operazione drammatica, figurarsi studiare una strategia per vincere una battaglia epocale, perché conti alla mano, tale sarà.
Non possiamo certamente pregare e pretendere la resurrezione dei nostri Grandi come quella evangelica e miracolosa di Lazzaro, ne si comprende da dove e da chi sia stata calata sulle nostre spalle questa classe dirigente.
L’Italia che conosco io è ricca di donne e uomini, imprenditori, professionisti, artigiani, lavoratori, intellettuali, capaci, seri, non appariscenti, ma restii ad entrare in un modo politico ai loro occhi prima solo corrotto ora anche incapace, tanti Cincinnato che con le loro competenze, esperienze, saggezze messe assieme potrebbero portare l’Italia e gli Italiani fuori da questa crisi con qualche sacrificio, ma senza lasciare indietro nessuno e a testa alta.
Presenti agli “stati caporali”? Nessuno. A nessuno è venuto in mente di cambiare attori, di confrontarsi con il mondo reale.
I soliti noti sempiterni, riciclati nelle stanze del potere da ogni nuovo governicchio.
E’ tempo di scelte meditate, ma nuove e coraggiose per tutti i settori, dall’automobile al turismo.
Bisogna ricreare il mercato, in caso contrario la manna Europea sarà liquidità sciolta nell’acido, non occasione di rinascita, ma di ustioni devastanti.
Siamo il popolo sovrano, partecipiamo al nostro futuro e mandiamo a casa questi inetti, mai la nostra Repubblica ne ha visti così tanti tutti assieme.
Fiorenzo Da Ros

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