Dopo tre mesi e mezzo di chiusura forzata a causa del Covid 19, il teatro del Maggio è stato riaperto con una serie di concerti dal vivo, inaugurata lo scorso 17 giugno con Zubin Mehta sul podio dell’Orchestra del Maggio ed il violinista Leonidas Kavakos impegnato con il Concerto per violino di Alban Berg (programma completato con la Sinfonia n. 4 di Schubert); il ciclo di concerti si protrae fino al 7 luglio, con altri 5 appuntamenti. Il teatro è in grado di accogliere un numero massimo di 200 persone in platea, distanziate fra di loro per garantire la sicurezza. Il costo, non proprio popolare, è di 100 euro; in alternativa si possono acquistare i biglietti a 9,90 euro nell’offerta streaming sulla piattaforma Idagio.
Nella conferenza stampa (rigorosamente a distanza) di presentazione dei concerti, Zubin Mehta, apparso in ottima forma, ha dichiarato che «dopo aver trascorso il lockdown a Los Angeles, con la moglie che sfornava manicaretti in continuazione, sono arrivato in Italia a giugno e, passati pochi minuti con gli orchestrali, ho ritrovato immediatamente la consueta sintonia con loro. Sono veramente contento di lavorare con i musicisti del Maggio dopo più di tre mesi; mi piace, inoltre, ricordare che qui a Firenze siamo tra i primi in assoluto a riprendere l’attività concertistica in Italia». Non meno soddisfatto è apparso il sovrintendente Alexander Pereira: «Sono felice che Mehta sia qui con noi per una serie di 6 concerti dedicati in particolare alle Sinfonie di Schubert (ciclo che si completerà in autunno) e a due splendide Messe di Haydn e Mozart. I concerti sono anche fruibili in streaming, pagando un prezzo che io ritengo necessario, perché i teatri non si possono permettere, soprattutto in un momento come questo, di offrire gli spettacoli gratuitamente».
Durante le esecuzioni gli strumentisti saranno distanziati, specialmente i fiati, per i quali sono previsti anche paraventi di plexiglas, mentre laddove è presente il coro i singoli cantanti saranno dotati di una visiera.
Archiviati il concerto inaugurale e quello di sabato 20, il ciclo sinfonico prosegue con l’appuntamento di martedì 23, quando Mehta viene affiancato dall’amico pianista e direttore Daniel Barenboim, che si cimenta con il Concerto n. 3 in do minore di Beethoven (fra l’altro il celebre pianista riceverà il giorno precedente la laurea Honoris causa in Relazioni internazionali presso il Salone dei Cinquecento); completa il programma la Terza di Schubert. Il 27 invece sale sul podio dell’Orchestra del Maggio Daniele Gatti, in un concerto comprendente brani di Haydn, Gluck e Schubert, mentre il 30 ritorna Mehta, con i Sei pezzi per orchestra di Webern e la celebre “Grande” di Schubert. Gli ultimi due appuntamenti il 3 e il 7 luglio; in particolare, in quest’ultimo concerto, Zubin Mehta dirige la Missa in tempore belli di Haydn, pezzo indubbiamente dal titolo emblematico in questo drammatico periodo di emergenza sanitaria ed economica a livello mondiale: proprio quasi come in guerra.
Luca Summer

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