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Povertà e statistiche nel Paese di chi paga le tasse e di chi non le paga

di Vincenzo Donvito | 21 Giugno 2020

L’Istat ha diffuso i dati sulla povertà in Italia nel 2019, e il dato è allarmante: 1,7 milioni di famiglie in assoluto, con un preoccupante 1,1 milioni di poveri minorenni e la fotografia dei nuovi poveri – gli stranieri – con una incidenza pari al 26,9%, contro il 5,9% dei cittadini italiani (1).
Dati che dovrebbero fa impallidire chiunque. E farci correre a guardare meglio le nostre strade e gli ingressi delle chiese, dei supermercati, dei bar (anche oggi, quelli a stento riaperti) e centri commerciali per vedere le persone che chiedono l’elemosina, e fare attenzione ai buchi nelle brache dei compagni di classe dei nostri figlioli (quando andavano fisicamente a scuola).
Ma fatto un giretto in questi luoghi, a parte i soliti disgraziati (zingari questuanti ed extracomunitari che cercano di venderci poco credibili oggetti ma che si accontentano anche della carità di una moneta di 1 euro), non si vede granché. Buchi nelle brache tantomeno, ma magliettine e pantaloncini firmati a iosa. E questo anche nelle periferie dei nostri grandi centri urbani, che non hanno niente a che fare con le favela brasiliane o gli slum da incubo delle megalopoli africane, asiatiche o sudamericane. Quando notiamo questi disgraziati, sono spesso con caratteri somatici sudamericani o (raramente) asiatici o africani, con capi d’abbigliamento molto semplici e con vistose scritte pubblicitarie di bevande o cibi di grande distribuzione popolare…. Che per l’appunto confermano l’alta incidenza percentuale dei nuovi poveri stranieri, 26,9%.

E allora, dove sono questi poveri?
E’ ovvio che ci sono e noi li vediamo poco. Lo dice L’istituto nazionale di Statistica, che sa far di conto molto, ma proprio molto meglio di tanti sondaggi e indagini “drogate” che ci vengono rifilate per farci credere la bontà di questo o quell’altro prodotto o la prevalenza di questa o quell’altra opinione.

E allora, cosa non torna?
Forse ci sarebbe da applicare, con qualche correzione, la filosofia dei polli di Trilussa (tutti risulta che mangino un pollo, ma c’è chi ne mangia tre e chi zero, e quindi non si possono fare i calcoli tra polli consumati e numero della popolazione).
“Qualche correzione” potrebbe dire che non è il rapporto tra redditi dichiarati (e non-dichiarati) e popolazione che ci dovrebbe dare la percentuale per dire quanti sono poveri rispetto alla soglia, al di sotto della quale, si considera tale una persona o una famiglia.
Certo, la statistica non può mai essere una scienza esatta, i margini di errore vanno considerati. Ma quando i risultati di cui stiamo parlando ci dicono che quasi il 6% degli italiani sono poveri assoluti… o i margini di errore hanno dei problemi o siamo messi male, ma proprio molto male.
Ovviamente non abbiamo risposte precise.
Possiamo solo istigare il dubbio su dati che poi servono a concepire e mettere in pratica alcune conseguenziali politiche e scelte economiche e sociali.

L’evasione fiscale
L’auspicio è che questi dati possano essere incrociati con quelli, per esempio, dell’evasione fiscale (approssimati anche questi perché si può solo parlare di stime e non dati certi).
La domanda dovrebbe essere di questo tipo: quante di queste persone e famiglie che risultano poveri assoluti riescono comunque a vivere non al di sotto della soglia di povertà perché non dichiarano al fisco le loro attività o dichiarano introiti al di sotto della realtà?
Chissà se un giorno l’Istat potrà fornirci questi dati.


1 – https://www.aduc.it/notizia/povere+milioni+famiglie+nel+2019+istat_137023.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, cittadini italiani, euro, extracomunitari, fisco, incubo, istat, italia, notizia, persone, scuola, stranieri, tasse

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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