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Governo. Un ministro, una legge e FCA

In questa come in altre occasioni, i nostri governanti contestano provvedimenti votati da loro stessi.

di Primo Mastrantoni | 24 Maggio 2020

No, non cadiamo dal pero, non ci stupiamo più di tanto perché l’ingenuità non ci è più consentita, anche se è desiderio che gli esponenti politici facessero seguire l’azione alla parola.

In questi giorni riscontriamo che il desiderio non trova soddisfazione.

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (M5S), aveva dichiarato che “se c’è un sospetto, anche chi è pulito deve dimettersi”. Ora Bonafede, in relazione alle note vicende, dibattute in sede parlamentare, è sospettato ma non si dimette.

Passiamo ad altro esponente governativo, il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano (PD). Il ministro pone alcuni problemi relativi alla richiesta di un prestito bancario di FCA Italy, garantita dallo Stato, secondo le norme previste dal Decreto Liquidità da lui stesso approvato. All’azione è seguita la parola: tanto per dire?

FCA Italy ha chiesto un prestito a Banca Intesa (non allo Stato italiano) per 6,3 miliardi, con garanzia statale, che potrà essere attivata per mancata restituzione del prestito, in sostanza se FCA Italy fallisse.

Per inciso, ricordiamo che, a differenza di quanto si legge via social, FCA Italy ha sede in Italia, paga le tasse in Italia, non ha sede fiscale in Olanda e da lavoro, con indotto, a 370 mila persone.

Quello che desideriamo rilevare è che, in questa come in altre occasioni, i nostri governanti contestino provvedimenti votati da loro stessi.

Lo abbiamo visto con il Mes, il Meccanismo europeo di Stabilità, approvato dalla Lega e dal M5S, e ora da loro contrastato.

E’ un continuo mutare posizione in relazione a interessi elettorali del momento e che trova motivazione nel terreno fertile di un popolo che crede più alle parole che ai fatti.


Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Pubblicato in : Primo pianoTag: aduc, dichiarato, governo, italia, lavoro, lega, olanda, pd, persone, provvedimenti, tasse

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