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Il governo è salvo, per ora

Previsioni rispettate. Respinta la sfiducia a Bonafede. Ma sembra impossibile che il duro scontro fra Di Matteo e il Ministro resti senza conseguenze, considerato il passato del Movimento. E suona strano anche il silenzio di Di Battista.

di Daniele Marchetti | 21 Maggio 2020

Chi voleva una prova l’ha ottenuta! Il Conte-Bis non poteva e non potrà cadere. Certo, la politica riserva sempre delle sorprese ma ha dei canoni precisi, ben oliati, quasi istituzionali ed istituzionalizzati.

E il Governo presieduto dal Premier Giuseppe Conte non poteva sfuggire alla consuetudine.

I Governi cadono quando esiste una maggioranza parlamentare alternativa e ben chiara (anche se non palese) oppure quando vi sia lo spazio fisico per la celebrazione delle elezioni.

Condizioni oggi del tutto assenti.

Da un lato il Parlamento è bloccato dalla strabordante presenza grillina che non consente neppure l’ipotesi di credibili maggioranze alternative; dall’altro c’è la realtà con il suo portato di forte incertezza per il post-pandemia e per un’agenza politica incalzante. Tra voti amministrativi, referendari e l’elezione del nuovo Capo dello Stato di voto politico se ne riparlerà nella primavera 2022.

Tradotto: per ancora molto tempo, la nave del Conte-Bis sarà costretta -nonostante tutto- ad andare avanti. Ed i partiti della maggioranza saranno obbligati a trovare una mediazione su tutto. Un compromesso difficile ed in extremis, come sempre o forse più di sempre, ma -come mai- senza la possibilità di lasciare la barca. Pena la “responsabile” sostituzione come accadde a Salvini lo scorso agosto!

Resta l’altro grande tema: il Movimento 5 Stelle. Ovvero, il vero “tappo parlamentare” della situazione.

Possibile che il “caso Bonafede” possa essere liquidato con una pacca sulle spalle?

Possibile che tutto riprenda come se niente fosse anche dopo la decapitazione del cosiddetto “cerchio magico” del Ministro della Giustizia?

Possibile che nel Movimento, sempre sensibile alle vicende della Magistratura e molto attento agli ambiti giudiziari, lo scontro tra il dr. Nino Di Matteo e l’on. Alfonso Bonafede non abbia ripercussioni?

In queste calde ore, due appaiono le stranezze: il gran silenzio di Alessandro Di Battista. E la scomparsa della celebre frase pronunciata dallo storico leader pentastellato Gianroberto Casaleggio che riecheggiava nelle chat dei parlamentari grillini la sera delle rivelazioni del Presidente dell’associazione Magistrati di Palermo Di Matteo a Non è l’Arena: «Al minimo dubbio, nessun dubbio».

Parole talmente severe da non lasciar sereno … nessuno!

Daniele Marchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, capo dello stato, elezioni, governo, magistratura, movimento, palermo, parlamento

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Walter

    23 Maggio 2020 alle 09:53

    La frase sul dubbio citata dal Grande Guru è tratta dal film Ronin. Era spettacolo sin dai princìpi inderogabili. Forse adesso citeranno Scaramacai.

    Rispondi

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