Il 21 aprile scorso i russi hanno violato gli accordi di Minsk e il cessate il fuoco in Donbas, Ucraina. L’attacco è stato compiuto da mortai 12mm e 82mm. Le armi della Federazione russa hanno colpito con mitragliatrici, armi leggere e armi anticarro contro le truppe ucraine nei pressi di Bohdanivka, quarantuno chilometri a sud ovest di Donetsk. Per fortuna non ci sono vittime tra le truppe ucraine che hanno risposto al fuoco. In questo momento, quando anche nell’intera Ucraina si rispettano regole di Lockdown da Covid19, l’esercito difende le posizioni acquisite dagli accordi del Formato Normandia recentemente sottoscritto da Zalensky e Putin difronte a Macron e alla signora Merkel. Una sfida tra le sfide di questo nuovo governo che compie il suo primo anno a giorni. L’economia dell’Ucraina stenta ancora ad emergere e il Coronavirus, ne ha rallentato lo sviluppo congelando molti dei problemi sul tappeto: dalla forte corruzione, alle infrastrutture necessarie per lo sviluppo economico industriale che resta una potenziale scommessa alla quale la nuova Verkhovna Rada, il parlamento dovrà, senza più indugio, affrontare. Oggi l’Ucraina aspetta di riaprire se stessa, davanti ad un insidioso nemico, e mantiene chiuse le sue frontiere con la Russia, come annunciato dal ministro degli interni Arsen Avakov . Certamente la pandemia che ha colpito il Mondo, preoccupa. Di riaprire se ne riparla l’undici maggio, anche se i casi non sono numerosi. Ma, almeno in via teorica appare più pericolosa dell’occupazione russa. Mariupol , città sul confine del Mar d’Azov è certamente il punto di riferimento per i malati questo tipo di Sars anche per i vicini territori occupati. In questa situazione particolare, dove lo stallo politico non mitiga i problemi del Paese, Zelensky è oggi chiamato a dare un deciso impulso al rinnovamento. L’occasione si è già presentata e l’uomo che ha le caratteristiche per ispirare le riforme necessarie si chiama Saak’ashvili, ex presidente della Georgia che per suo merito ha avuto un grande sviluppo nel decennio passato. Nella giungla politica dell’Ucraina, Saak’ashvili, ha avuto alterne fortune. Chiamato dal ex presidente Poroshenko come governatore dell’oblast di Odessa, la sua competenza e onestà dette fastidio. In poco tempo l’uomo apprezzato dalla popolazione, venne considerato indesiderato, poi rapito con la forza da un ristorante di Kyiv, e portato con un aereo privato in Polonia. Il successo strepitoso del giovane Zelensky alle presidenziali, ha permesso il rientro ufficiale del poliglotta e docente universitario con cattedra negli USA, di ritornare nella sua patria putativa e continuare il suo percorso di divulgazione politica. Qui Zelensky si gioca buona parte delle sue carte e promesse che tanto gli hanno dato successo. Il Presidente è in procinto di chiamare Saak’ashvili nel governo o in ruoli apicali e decisionali per il rinnovamento da tutti atteso. Nel caso ci riesca, farà il passo giusto. Il coraggio non è una cosa semplice da gestire. La recente Storia dell’Ucraina ha incontrato giornate drammatiche e il pensiero di Yuschenko sfigurato dal veleno del kgb, o del omicidio del giornalista Sheremet lo testimoniano quanto i drammatici e gloriosi giorni di Maidan.
Enrico Martelloni

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