Massimiliano Bellavista
Splendidi, curiosi e rari. Quando si dice di un libro che rappresenta un tesoro o un gioiello, in questo caso si è letteralmente vicini alla realtà. L’uso della Giada in Cina come materiale rituale risale con tutta probabilità addirittura al Neolitico. Secondo un antico proverbio cinese l’oro ha un prezzo ma la giada non ne ha. Oggetti di giada che avevano un significato religioso o indicavano un determinato status, politico o sociale. Nella prima di queste foto un meraviglioso libro di giada con il suo sigillo imperiale. Il sistema dei libri e dei sigilli fu fondato a partire dalla dinastia Qing. I 25 sigilli imperiali erano una rinomata collezione di sigilli ideata dall’imperatore Qianlong per rappresentare il potere statale. Ne era ben specificato il rispettivo ambito di utilizzo. Di quei 25 sigilli imperiali, 23 erano di giada, con un disegno di drago e iscrizioni in caratteri Manciù e Han. Originariamente realizzati in oro e giada, sigilli imperiali e libri furono realizzati solo in giada dal 36 ° anno del regno dell’Imperatore Qianlong. Libri di giada e sigilli di giada con titoli postumi furono realizzati per ex imperatori ed imperatrici deceduti quando tali titoli venivano conferiti. I testi potevano avere carattere evocativo o rituale, qualche volta si trattava di poesie. Quanto segue è una libera rielaborazione di concetti e suggestioni provenienti da quei testi. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/il-libro-di-giada_2922.html

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