La situazione dei nostri penitenziari è ritornata esplosiva; dopo il provvedimento cosiddetto “svuota carceri” sono bastati pochi anni
per ritornare ad una situazione invivibile. Sono 59.655 i carcerati ospitati nelle patrie galere; 25 mila in più di quanti sarebbero consentiti. Lo scorso anno 67 detenuti si sono tolti la vita; 100 sarebbero deceduti per morte naturale
La realtà delle nostre carceri è drammatica perché si è condannati alla pena di vivere, in condizioni disumane, senza la possibilità di impiegare il proprio tempo; non c’è cosa peggiore di non aver nulla da fare per tutto il giorno.
Le condanne vanno rispettate e la pena deve essere eseguita senza sconti, ma quando le condizioni di sovraffollamento tolgono la dignità alle persone, la detenzione diventa una pena aggiuntiva.
Un Paese civile si giudica dalle carceri. Chi non ha mai fatto visita ad un condannato non sa di che cosa stiamo parlando. Per fortuna ci sono migliaia di volontari che tutti i giorni fanno del loro meglio, per rendere meno oppressivo il sistema del nostro Paese, sorretto da regole arcaiche. Non solo i detenuti ma anche gli agenti di custodia fanno una vita disumana.

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