Viene spontaneo associare al termine lirica il grande palcoscenico teatrale, l’Arena di Verona o La Scala di Milano. Per quelli che nel ’68 avevano vent’anni, magari quest’ultima viene spontaneo associarla a Mario Capanna, uno dei leader della contestazione studentesca milanese, colui che organizzò il lancio di uova e cachi, il 7 dicembre del ’68, diretto agli abiti da sera, alle pellicce e agli smoking della rampante borghesia meneghina che sfilava alla celebre Prima cittadina.
Due “palcoscenici” si confrontarono, quello che celebrava il Don Carlos di Verdi con tutto il contorno del grande appuntamento, e quello degli studenti che nella piazzetta antistante il teatro volevano rimarcare in modo eclatante l’abisso che intercorreva tra la borghese fiera delle vanità (tale era ai loro occhi) e il recentissimo eccidio di Avola, dove due braccianti erano stati falciati dal fuoco delle forze dell’ordine ― si annoverarono anche 48 feriti ― nel corso di una pacifica manifestazione sindacale.
E quel confronto fu traumatico, per tutti. La notizia e le immagini di quella sera fecero il giro del mondo. Ancora oggi il rito si perpetua, con piccoli gruppi di contestatori che, pur in forme meno rumorose, approfittano della Prima, alla ricerca di uno strapuntino per mandare in onda un’altra rappresentazione delle cose del mondo.
E tuttavia, occorre precisarlo, in discussione non era, e non è, la musica lirica, men che meno un singolo autore o una singola opera, per questo bastano e avanzano i “loggionisti”.
Che comunque bisognasse cambiare qualcosa se ne accorse anche il sovrintendente della Scala Paolo Grassi, il quale pensò che fosse il caso di iniziare una politica di prezzi bassi, rivolta ai ceti meno abbienti, sviluppando iniziative di promozione degli spettacoli persino nelle fabbriche.
Del resto la musica lirica, in particolare nell’Ottocento, e fino ai primi decenni del Novecento, cioè fino all’irruzione del cinema, ebbe un’anima popolare: dappertutto sorsero teatri e teatrini, anche nelle città più piccole, alcuni deliziosi, come quello di Monte Castello di Vibio, una miniatura dei grandi teatri da 99 posti appena. Artigiani, ciabattini, sellai, negozianti, popolo minuto, tutti conoscevano le opere del momento e ne cantavano le arie più famose.
Venendo all’oggi, in questi ultimi due-tre decenni la lirica sembra proprio che stia attraversando una nuova giovinezza, si moltiplicano le iniziative, le amministrazioni locali le favoriscono, il tutto in barba alla sarcastica battuta di George Bernard Shaw, che vedeva in essa il trionfo del triangolo ― un tenore vuole andare a letto col soprano, ma il baritono fa di tutto per impedirglielo.
Unico handicap, i costi. Rappresentare un’opera lirica è un’operazione complessa e richiede ingenti risorse, e se si ricorre all’autofinanziamento, cioè alla vendita dei biglietti, il prezzo diventa proibitivo per una larga fetta della società, in particolare per i giovani, squattrinati da sempre.
E tuttavia qualcosa si muove. Nel corso di questa estate sono venuto a conoscenza di un’iniziativa che potrebbe segnare su questo versante una piccola “svolta”, per certi versi altrettanto importante di quella messa in campo cinquant’anni fa da Paolo Grassi.
Com’è noto l’Italia, in particolare al Centro, pullula di iniziative estive di vario genere, promosse da associazioni territoriali, soprattutto pro-loco, che combinano la valorizzazione delle bellezze architettoniche e culinarie locali con l’intrattenimento, in particolare musicale. Chi non è capitato in qualche sagra paesana, ognuna con i suoi piatti “unici”, ma con una costante, l’orchestrina di “liscio” con le stereotipate musiche romagnole, dagli improbabili testi? In alcuni casi, al massimo e in aggiunta, si è potuto usufruire di uno spazio giovani, pieno di acerbi suoni di chitarre elettriche, sparati da impianti di amplificazione mal regolati e di scarso valore.
È stata pertanto una gradevole sorpresa apprendere che alla fine di agosto un piccolo e splendido paese del perugino di nemmeno quattrocento abitanti, Civitella d’Arna, aveva messo in calendario una serata con un programma di tutto rispetto, incentrato sulla lirica: arie e brani di Verdi, Mascagni, Puccini, Leoncavallo, Catalani, con tanto di (mini)orchestra di professionisti (“Incantico Orchestra”, diretta dal maestro Michele Margaritelli) e due cantanti di grande valore, noti in Italia e all’estero, il tenore Claudio Rocchi e la soprano Monica Colonna.

Uno spettacolo che ha richiesto per gli organizzatori un impegno economico, certamente meno gravoso della classica rappresentazione di un’opera, ma sufficiente a scoraggiare, se a pagamento, la gran parte dei possibili spettatori, abituati in queste feste ad un genere diverso di intrattenimento e alla gratuità degli eventi. Ho chiesto a Claudio Rocchi, l’anima di questa proposta musicale, se la formula è replicabile in altri luoghi, ecco la risposta: “Certo che sì, è replicabile eccome, ho formato questa orchestra per dare uno spettacolo migliore e più emozionante di un accompagnamento con pianoforte, cerchiamo di donare la bellezza della musica lirica, classica e italiana, anche in forma di canzoni famose e napoletane, in modo di avvicinare tutti a questa arte”.
Si diceva dei costi. Ebbene, all’interno di una festa come quella di Civitella d’Arna (“Festa delle Campane e del Dialetto Perugino”) gli introiti, derivanti dalla numerosa partecipazione agli appuntamenti serali con la cucina e i piatti tipici, riescono a coprire senza problemi l’impegno economico necessario per l’organizzazione di eventi come quello proposto da Rocchi.
Un’opportunità quindi per una maggiore diffusione del melodramma e della migliore musica popolare della tradizione italiana, che il folto ed entusiasta (lo testimoniano i bis reclamati) pubblico di Civitella d’Arna ha saputo cogliere e che altri pubblici sono sicuramente pronti a fare altrettanto.
luciano priori friggi
email: luciano.priorifriggi(chiocciola)tin.it
Sito internet di Monica Colonna: http://www.monicacolonna.it/
Sito internet di Claudio Rocchi: https://www.claudiorocchitenore.it/
Facebook di di Claudio Rocchi : https://www.facebook.com/ClaudioRocchiTenore/

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